Sentenza n. 16506/2026 - Roma, Sezione 2T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: clausola del bando che escludeva i candidati già titolari, presso ISPRA nella medesima area professionale, di contratti a tempo determinato pari o superiori a 36 mesi, e successivo provvedimento di esclusione del candidato dalla procedura
Esito
Favorevole al resistente (ente pubblico)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il candidato ha impugnato il bando ISPRA per un posto di CTER VI livello, con contratto a tempo pieno e determinato di 22 mesi, nella parte in cui l’art. 3, comma 1, lettera e), escludeva chi avesse già avuto con l’Istituto uno o più contratti a termine di durata pari o superiore a 36 mesi, oppure contratti di durata inferiore che, sommati a quello bandito, avrebbero superato tale limite. Con motivi aggiunti ha contestato il provvedimento del 13 giugno 2026 che lo ha escluso in applicazione della clausola, nonché gli avvisi relativi al calendario e alle istruzioni della prova. Il giudice ha rilevato d’ufficio, dandone avviso alle parti in camera di consiglio, la possibile inammissibilità per genericità della procura alle liti.
La decisione
Il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti sono stati dichiarati inammissibili per genericità della procura alle liti. La procura non indicava gli elementi di specialità necessari a ricondurla immediatamente all’oggetto della controversia; la sua notificazione insieme al ricorso digitale non le conferiva il carattere speciale richiesto. Il TAR ha inoltre escluso che la carenza potesse essere sanata mediante la ratifica prevista dall’art. 182, comma 2, c.p.c., richiamando il principio affermato dall’Adunanza Plenaria n. 11 del 2025. Non è stato quindi esaminato il merito della contestazione della clausola del bando né dell’esclusione. Spese compensate per la peculiarità della controversia.
Norme richiamate
art. 40 c.p.a.
Rammentato che la procura deve contenere gli elementi di specialità di cui all’art. 40 c.p.a. che consentano l’immediata riconducibilità all’oggetto del ricorso (Cons. Stato n. 5723/2018): nello specifico, deve indicare l’oggetto del ricorso, delle parti contendenti, dell’autorità davanti alla quale il gravame deve essere proposto ed ogni altro elemento utile alla individuazione della controversia;
La procura deve contenere elementi specifici che permettano di identificare immediatamente la controversia, tra cui l’oggetto, le parti e l’autorità giudiziaria adita.
art. 182, comma 2, c.p.c.
Considerato che le carenze della procura speciale non possono essere sanate mediante la ratifica prevista nel giudizio civile dall’ articolo 182, comma 2, c.p.c. (Ad. Pl. n. 11 del 2025);
La carenza degli elementi di specialità della procura nel processo amministrativo non è sanabile mediante la ratifica prevista dall’art. 182, comma 2, c.p.c.
Massime di principio
- La procura alle liti nel processo amministrativo deve contenere elementi di specialità che consentano di ricondurla immediatamente alla controversia, indicando l’oggetto del ricorso, le parti, l’autorità adita e gli altri elementi utili alla sua individuazione.
- La mera notificazione della procura generica unitamente al ricorso digitale non supplisce alla mancanza degli elementi necessari per attribuirle carattere speciale.
- Le carenze della procura speciale nel processo amministrativo non possono essere sanate attraverso la ratifica prevista dall’art. 182, comma 2, c.p.c.
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