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Sentenza

Sentenza n. 4743/2026 - Roma, Sezione 2T

per l’annullamento, previa sospensione cautelare Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: della Determinazione Dirigenziale del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive – Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico Rep. n. QH/28/2025 – Prot. n. QH/6136/2025 del 24/1/2025 avente ad oggetto: “Ricollocazione della sosta n. 1 della Battitori Piazzisti – Merci Varie in Via Milazzo 34 presso il Mercato in sede impropria denominato “Castro Pretorio”, come da D. D. del Municipio Roma I rep. CA/2583 del 5/11/2024”, in uno a tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, anche se di contenuto sconosciuto; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da NENCINI ALESSANDRO il 31\3\2025 : Impugnazione della Determinazione Dirigenziale del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive – Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico Rep. n. QH/101/2025 – Prot. n. QH/18203/2025 del 11/3/2025 avente ad oggetto: “Ricollocazione della sosta n. 1 della Battitori Piazzisti – Merci Varie in Via Milazzo nel Mercato in sede impropria denominato “Castro Pretorio” nella postazione n. 34 (come individuata nella planimetria del Municipio Roma I prot. CA/208967/2024) di fronte al posteggio 37, come disposto nella Determinazione Dirigenziale del Municipio Roma I rep. CA/348 del 13/2/2025”, in uno a tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, anche se di contenuto sconosciuto, e segnatamente: della D.D. Rep. n. CA/348 del 13/2/2025 del Municipio Roma I nonché della Nota prot. n. CA/2025/48962 del 19/3/2025 del Municipio Roma I;

Giustizia amministrativa202501859

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazioni dirigenziali di Roma Capitale del 24 gennaio 2025 e dell’11 marzo 2025, nonché gli atti presupposti, con cui la postazione n. 1 della rotazione Battitori e Piazzisti è stata ricollocata da Via Amendola 103 in una specifica postazione del mercato in sede impropria Castro Pretorio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatori commerciali)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno contestato la ricollocazione della postazione n. 1, deducendo eccesso di potere per difetto di motivazione, travisamento dei fatti, difetto dei presupposti, contraddittorietà, illogicità, disparità di trattamento e sviamento, nonché violazione dell’art. 97 Cost., del principio di buon andamento e dei principi di proporzionalità e adeguatezza dell’azione amministrativa, oltre alla violazione della disciplina regionale e comunale richiamata. In particolare, hanno sostenuto che l’Amministrazione si fosse limitata a richiamare generiche esigenze di sicurezza e di concentrazione dei posteggi, senza considerare che le esigenze temporanee connesse ai lavori giubilari erano cessate e che numerose postazioni limitrofe erano state mantenute. È stata inoltre censurata l’assenza di adeguata motivazione sulla scelta della sede di destinazione, ritenuta commercialmente non appetibile, e la disparità rispetto ad altri operatori. Dopo una precedente sentenza che aveva annullato il provvedimento per l’indeterminatezza del posteggio di destinazione, l’Amministrazione aveva individuato puntualmente la nuova postazione, ma senza chiarire le ragioni sostanziali della delocalizzazione. Il TAR aveva disposto un’istruttoria sullo stato dei luoghi e sulla perdurante necessità del trasferimento, anche considerando la conclusione dei lavori, ma Roma Capitale non vi aveva adempiuto. Con motivi aggiunti sono stati impugnati anche la successiva determinazione dell’11 marzo 2025, la determinazione municipale del 13 febbraio 2025 e la nota municipale del 19 marzo 2025, ribadendo le medesime censure.

La decisione

Il TAR ha accolto sia il ricorso principale sia i motivi aggiunti e ha annullato i provvedimenti impugnati. Il Collegio ha ritenuto che gli atti difettassero totalmente di motivazione sulle ragioni della delocalizzazione. Le generiche esigenze di sicurezza, già richiamate nei precedenti provvedimenti, non erano state concretamente esplicitate né risultavano coerenti con il mantenimento di numerose postazioni limitrofe dopo la cessazione delle esigenze temporanee legate ai lavori giubilari. Anche la nota municipale del 19 marzo 2025, nel qualificare la postazione di Via Amendola 103 come incompatibile, non indicava alcuna ragione a sostegno di tale qualificazione. L’Amministrazione, inoltre, non aveva fornito i chiarimenti richiesti con l’ordinanza istruttoria. Secondo il TAR, la motivazione deve rendere conoscibili le ragioni di fatto e le norme giuridiche che fondano la decisione, consentendo al destinatario e al giudice di verificare il corretto esercizio della discrezionalità amministrativa e la ponderazione dell’interesse pubblico con gli interessi privati. Non sono sufficienti formule generiche o meramente assertive. Roma Capitale è stata condannata al pagamento di 3.000 euro, oltre oneri di legge, a titolo di spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 3 l. 241/1990

    La funzione della motivazione del provvedimento amministrativo è quella di consentire al cittadino la ricostruzione dell’iter logico-giuridico attraverso cui l’Amministrazione si è determinata ad adottare un atto, al fine di controllare il corretto esercizio del potere, onde far valere, eventualmente, le proprie ragioni.

    La motivazione deve esplicitare le ragioni di fatto e le norme giuridiche che giustificano il contenuto del provvedimento, in misura adeguata agli effetti dell’atto e all’incidenza dell’interesse pubblico sugli interessi privati. Non può ridursi a enunciazioni generiche, non significative o meramente assertive.

  • art. 97 Cost.

    È richiamato dai ricorrenti in relazione ai principi di buon andamento dell’azione amministrativa; la decisione accoglie le censure principalmente per difetto di motivazione.

  • art. 53, comma 3, L.R. 22/2019

    È indicato tra le disposizioni che i ricorrenti assumono violate, ma il testo non espone una specifica interpretazione della norma.

  • art. 48 Del. A.C. 108/2020

    È indicato tra le disposizioni che i ricorrenti assumono violate, ma il testo non espone una specifica interpretazione della norma.

  • art. 47 Del. A.C. 101/2023

    È indicato tra le disposizioni che i ricorrenti assumono violate, ma il testo non espone una specifica interpretazione della norma.

Massime di principio

  • La motivazione del provvedimento amministrativo deve rendere conoscibili le ragioni di fatto e le norme giuridiche poste a fondamento della decisione, così da consentire al destinatario e al giudice di verificare il corretto esercizio del potere e il rispetto dei relativi limiti.
  • Quanto più il provvedimento incide negativamente sulla posizione del privato e restringe la sua sfera giuridica, tanto più devono essere concretamente esplicitate le ragioni di pubblico interesse e la ponderazione degli interessi effettuata dall’amministrazione.
  • Il richiamo generico a esigenze di sicurezza o ad altre finalità pubbliche non soddisfa l’obbligo di motivazione quando non chiarisce le ragioni concrete della scelta e risulta incoerente con il mantenimento di situazioni analoghe o limitrofe.
  • La motivazione non può essere integrata mediante mere giustificazioni processuali successive quando le ragioni sostanziali della decisione non risultano dal provvedimento e l’amministrazione non fornisce in giudizio i chiarimenti richiesti dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaMotivazione del provvedimento
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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