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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34221/2025 del 20/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice esecuzione)

La controversia

L'interessato ha proposto ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva revocato il beneficio della sospensione condizionale della pena concesso da una precedente sentenza di condanna divenuta irrevocabile. Il ricorrente ha dedotto l'erronea applicazione dell'art. 168, primo comma, n. 2, c.p., sostenendo che la revoca non fosse legittima perché i reati richiamati come presupposto della revoca sarebbero stati commessi successivamente a quelli per i quali il beneficio era stato originariamente concesso. Con memoria successiva ha ribadito tale tesi e chiesto l'annullamento dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso, osservando che la revoca di diritto della sospensione condizionale della pena ex art. 168, primo comma, n. 2, c.p. opera quando il condannato riporti, nei termini stabiliti, un'altra condanna per un delitto anteriormente commesso, con pena che, cumulata a quella sospesa, superi i limiti di cui all'art. 163 c.p. Ha richiamato il principio secondo cui, ai fini della revoca, il momento decisivo è quello del passaggio in giudicato della sentenza che accerta il reato, e non quello della sua commissione. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 168, primo comma, n. 2, c.p.

    "nei termini stabiliti"; "riporti un'altra condanna per un delitto anteriormente commesso a pena che, cumulata quella precedentemente sospesa, supera i limiti di cui all'art. 163"

    La revoca della sospensione condizionale della pena opera di diritto quando il condannato, entro il termine stabilito, riporti un'altra condanna per un delitto anteriormente commesso e la pena complessiva superi i limiti di legge.

  • art. 163 c.p.

    La norma è richiamata come parametro per verificare il superamento dei limiti di pena che impediscono il mantenimento del beneficio.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    Richiamata per giustificare la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso per profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione.

Massime di principio

  • Ai fini della revoca di diritto della sospensione condizionale della pena, il momento rilevante non è quello della commissione del reato successivo, ma quello in cui la sentenza di condanna che lo accerta passa in giudicato.
  • La revoca ex art. 168, primo comma, n. 2, c.p. presuppone che il condannato riporti, entro il termine stabilito, un'ulteriore condanna per un delitto anteriormente commesso e che il cumulo delle pene superi i limiti previsti dall'art. 163 c.p.
  • Quando il ricorso per cassazione è proposto contro una decisione correttamente fondata su un presupposto legale di revoca automatica e ripropone una tesi incompatibile con il dato normativo e giurisprudenziale consolidato, esso è dichiarato inammissibile.
  • L'inammissibilità del ricorso consente la condanna del ricorrente alle spese processuali e, in presenza di colpa nella proposizione dell'impugnazione, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieReati ostativiImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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