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Sentenza

Sentenza n. 436/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento della comunicazione di irricevibilità della C.I.L.A. identificata con la dicitura: “COMUNE DI SCAFATI - Serv_E_F - 0080984 - Uscita - 24/12/2025 - 13:11”.

Giustizia amministrativa202600372

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione di irricevibilità della CILA in sanatoria relativa alla diversa distribuzione degli spazi interni e alla fusione di due unità immobiliari

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la comunicazione comunale di irricevibilità della CILA in sanatoria, presentata per opere di diversa distribuzione degli spazi interni e fusione di due unità immobiliari contigue. Il Comune aveva ritenuto incompatibile quanto dichiarato con l’originaria destinazione catastale dell’immobile a scuole, categoria B/5, risultante dall’impianto catastale del 1939. La ricorrente ha sostenuto la legittima destinazione residenziale dell’immobile, desumibile dalla SCIA del 2014 relativa a un intervento di restauro e risanamento conservativo, dall’atto pubblico di compravendita del 1970 e dall’accatastamento in categoria A/4 da almeno cinquant’anni. Nel corso del giudizio il Comune ha adottato il provvedimento n. 10583 dell’11 febbraio 2026, dichiarando la nullità della comunicazione impugnata e precisando che essa non era stata annullata in autotutela perché, essendo nulla, non era annullabile.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il Comune ha riconosciuto la nullità della comunicazione di irricevibilità impugnata. Secondo il Collegio, tale dichiarazione comporta che l’atto non è suscettibile di esecuzione né può costituire presupposto di ulteriori atti giuridici. Non è stata quindi esaminata nel merito la questione della corretta destinazione dell’immobile né la legittimità della CILA in sanatoria. In ragione della natura formale della decisione, le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, sentite le parti in camera di consiglio.

  • art. 9-bis d.P.R. 380/2001

    ai sensi dell’art. 9-bis del D.P.R. 380/2001

    È richiamato dalla ricorrente per sostenere che la SCIA del 2014 costituisse il titolo rilevante per la ricostruzione dello stato legittimo dell’immobile; la questione non è stata esaminata nel merito per l’improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio di annullamento, l’amministrazione dichiara la nullità dell’atto impugnato, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, se l’atto non è più suscettibile di esecuzione né può costituire presupposto di ulteriori atti giuridici.
  • La dichiarazione amministrativa di nullità dell’atto impugnato non integra un annullamento in autotutela: l’atto nullo, secondo la ricostruzione recepita dal giudice, non è annullabile.
  • La sopravvenuta eliminazione della rilevanza giuridica dell’atto impugnato impedisce l’esame dei motivi sostanziali dedotti contro di esso.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziInvalidità del provvedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiNullità del provvedimentoSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoria

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