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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06198/2025 del 14/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione. I motivi erano, in sintesi: 1) errata qualificazione giuridica della condotta, perché la Corte territoriale avrebbe dovuto escludere l'art. 336 c.p. e ravvisare al più una minaccia semplice ex art. 612 c.p.; 2) insussistenza del reato perché la condotta sarebbe stata posta in essere prima del compimento dell'atto d'ufficio da parte degli operanti; 3) mancata prevalenza delle circostanze attenuanti generiche sulla recidiva e sproporzione della pena. La fattispecie concreta riguarda un detenuto che, per opporsi al trasferimento in altro istituto penitenziario, si sarebbe autolesionato con una lametta, si sarebbe strofinato il volto con peperoncino, avrebbe ingoiato due batterie e avrebbe minacciato gli operanti di darsi fuoco e di procurarsi ulteriori lesioni, pronunciando anche la frase "da qui uscirò solo morto".

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati e reiterativi rispetto all'appello i motivi sulla qualificazione giuridica del fatto e sulla sua configurabilità ex art. 336 c.p., osservando che la minaccia di autolesionismo, se idonea a coartare la volontà dei pubblici ufficiali e a intralciare la funzione pubblica, integra la violenza o minaccia a pubblico ufficiale e non una mera minaccia semplice. Ha inoltre escluso che il reato fosse insussistente per difetto di contemporaneità con l'atto d'ufficio, richiamando il principio secondo cui la formula "mentre compie l'atto del suo ufficio" comprende anche le fasi immediatamente precedenti e successive, purché funzionalmente collegate. Infine, ha ritenuto inammissibili le doglianze su recidiva, attenuanti generiche e dosimetria della pena, poiché la motivazione della Corte di appello era adeguata e insindacabile in sede di legittimità. Conseguentemente, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 336 c.p.

    La condotta di minaccia, anche mediante prospettazione di autolesionismo o suicidio, può integrare violenza o minaccia a pubblico ufficiale quando sia idonea a coartare la volontà dell'agente pubblico e a intralciare la funzione.

  • art. 612 c.p.

    Richiamato dal ricorrente come fattispecie alternativa più lieve, ma escluso dalla Corte perché il fatto è stato ritenuto riconducibile all'art. 336 c.p.

  • art. 69, comma 4, cod. pen.

    La recidiva reiterata e infraquinquennale comporta il divieto di subvalenza rispetto alle circostanze attenuanti generiche.

  • art. 81 c.p.

Massime di principio

  • Integra il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale la condotta di chi, per opporsi a un atto legittimo dell'amministrazione, prospetti un male ingiusto mediante autolesionismo o minaccia di suicidio, quando tale minaccia sia concretamente idonea a coartare la volontà del pubblico ufficiale o a ostacolare l'atto d'ufficio.
  • La formula normativa che richiede la condotta "mentre compie l'atto del suo ufficio" non va intesa in senso meramente istantaneo: la contemporaneità sussiste anche nelle fasi immediatamente precedenti e successive, se funzionalmente collegate al compimento dell'atto.
  • Sono inammissibili in cassazione i motivi che si limitano a reiterare censure già dedotte in appello senza confrontarsi efficacemente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La valutazione sulla recidiva, sulle attenuanti generiche e sulla congruità della pena è insindacabile in cassazione quando sia sorretta da motivazione adeguata e non manifestamente illogica.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioniCircostanze del reatoPena e commisurazione
RamiReati contro la PAProcesso penaleParte generale
IstitutiRecidiva

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