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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15393/2023 del 12/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Favero ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Roma del 12/05/2022 con tre motivi: 1) vizio nella determinazione della prescrizione del reato di porto di arma comune da sparo, sostenendo che non sarebbe stato applicato alcun aumento per recidiva e che quindi la prescrizione sarebbe intervenuta prima della sentenza di secondo grado; 2) errata applicazione delle regole sul concorso tra reati (in particolare sul rapporto tra porto di arma comune e porto di arma clandestina) e sulla continuazione, deducendo che l'aumento per continuazione avrebbe indennamente computato entrambe le fattispecie contravvenendo al principio di specialità; 3) censura sull'inammissibilità dei motivi aggiunti e mancanza di motivazione sull'applicazione della recidiva.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il secondo motivo fondato: l'aumento unico per continuazione era comprensivo di entrambe le condotte (porto di arma comune e porto di arma clandestina), violando il principio di specialità. Ne è conseguito lo scorporo dell'aumento per continuazione, escludendo la quota riferibile al porto dell'arma comune da sparo (tre mesi e 150 euro) e la rideterminazione algebrica della pena. La pena è stata rideterminata in anni 2, mesi 2 di reclusione e euro 700,00 di multa; la sentenza impugnata è annullata senza rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio. I restanti motivi sono stati respinti: è confermato che la recidiva è stata applicata (con il conseguente effetto sui termini di prescrizione) e sono dichiarati inammissibili i motivi aggiunti per essere estranei ai punti decisionali dell'appello.

Norme richiamate

  • art. 23, legge n. 110/1975 (porto di arma clandestina)

    Il dispositivo è stato ritenuto invocato come fattispecie rilevante; la decisione annota che la contestazione del porto di arma clandestina è stata valutata come sovrapposta alla contestazione del porto di arma comune, con implicazioni ai fini del principio di specialità

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    Richiamato quale norma del reato più grave nell'ambito della continuazione; utilizzato per la determinazione della pena base e della qualificazione del quadro delittuoso

  • art. 620 comma 1, lett. l), cod. proc. pen.

    Consentita a questa Corte la rideterminazione algebrica della pena in sede di annullamento parziale senza rinvio, eseguendo direttamente la correzione del trattamento sanzionatorio

Massime di principio

  • Quando più contestazioni derivano dalla stessa condotta materiale (es. porto di un'arma riferita sia come arma comune che come arma clandestina), occorre applicare il principio di specialità: la fattispecie speciale esclude la concorrente meno specifica; non è lecito beneficiare di un unico aumento di pena per continuazione che comprenda illegalmente due fattispecie incompatibili sotto il profilo della specialità
  • Se la corte usa un unico aumento per continuazione che implicitamente riguarda più reati e ciò conduce a violazione del principio di specialità, il giudice di legittimità può 'scorporare' l'aumento e rideterminare la pena algebricamente ai sensi dell'art. 620 c.p.p., annullando senza rinvio la parte del trattamento sanzionatorio errata
  • L'applicazione della recidiva (in particolare della recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale) incide sui termini di prescrizione: l'accertata recidiva può impedire che il reato si estingua per prescrizione anche quando vi siano profili temporali controversi
  • I motivi aggiunti devono essere tempestivi e attinenti ai punti decisionali già oggetto dell'appello principale: motivi aggiunti che trattano questioni 'estranee' sono frequentemente dichiarati inammissibili
  • In impugnazioni sulla determinazione della pena è possibile ottenere una rettifica anche senza rinvio se l'errore è correggibile in modo immediato e algebrico dalla Corte di legittimità

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