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Sentenza

Sentenza n. 11242/2026 - Roma, Sezione 3T

per l'annullamento ATTRIBUZIONE CARTA DOCENTE - SENTENZA 5075/2025 TRIBUNALE DI ROMA

Giustizia amministrativa202514410

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero rispetto alla sentenza del Tribunale di Roma n. 5075/2025, relativa all'attribuzione della Carta del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma n. 5075/2025, deducendo l'inadempimento dell'Amministrazione. Il Ministero, pur costituito in giudizio, non ha fornito chiarimenti o indicazioni sull'avvenuta o corretta esecuzione del titolo giudiziale. La ricorrente ha quindi chiesto l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di conformarsi alla sentenza e l'adozione delle misure necessarie in caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso in ottemperanza. Ha ritenuto comprovato l'inadempimento allegato dalla ricorrente, osservando che l'Amministrazione non aveva fornito elementi in ordine alla corretta esecuzione della sentenza. In applicazione dei principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore, il giudice ha riconosciuto il diritto della ricorrente a conseguire la prestazione attribuita dal titolo giudiziale, precisando che i presupposti della pretesa già riconosciuta non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della pronuncia. Per l'eventualità di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale dell'Amministrazione resistente competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, da attivarsi previa richiesta della ricorrente e con termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 600,00 oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza è finalizzato a ottenere l'esecuzione del giudicato e consente al giudice di ordinare all'Amministrazione di conformarsi al titolo giudiziale.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione del giudicato entro un termine e nominare, già nella sentenza, un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.

  • Cass. 13533/2001

    Secondo il principio richiamato dal TAR, il creditore deve provare la fonte del proprio diritto, mentre il debitore deve dimostrare l'adempimento; l'assenza di chiarimenti dell'Amministrazione sull'esecuzione ha sostenuto l'accoglimento della domanda.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il ricorrente allega l'inadempimento del titolo esecutivo e l'Amministrazione non fornisce chiarimenti o elementi idonei a dimostrarne l'esecuzione, la pretesa del creditore può essere accolta in applicazione dei principi sull'onere della prova nei rapporti tra debitore e creditore.
  • Il giudice dell'ottemperanza deve dare attuazione al contenuto precettivo del titolo giudiziale, senza riesaminare o sindacare i presupposti della pretesa già riconosciuta con il giudicato.
  • In caso di mancata esecuzione, il giudice può assegnare all'Amministrazione un termine per adempiere e nominare preventivamente un commissario ad acta, subordinandone l'intervento alla richiesta dell'interessato dopo l'inutile decorso del termine.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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