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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28677/2024 del 17/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Salerno del 16/02/2023 che li aveva in gran parte ritenuti responsabili per plurimi reati in materia di stupefacenti (associazione ex art.74 d.P.R. 309/1990, reati ex art.73 d.P.R. 309/1990 e reati connessi). Le doglianze principali includevano: per Genovese la mancata verifica di condizioni di non punibilità ex artt.129 e 599-bis c.p.p.; per Stellato plurime censure su travisamento delle intercettazioni, insufficiente prova circa tipo/quantitativo di droga, illegittimo aumento di pena in appello ex art.597(3) c.p.p., mancata valorizzazione delle attenuanti e illogicità della dosimetria; per Riccio rilievi sul travisamento delle chat, errata qualificazione giuridica (distinguendo mera disponibilità da offerta/cessione), mancata prova del tentativo di importazione e contestazione della gravosità della pena; per Lumia censure analoghe sui capi 22,27,28 (in particolare mancanza di elementi per ritenere importazione consumata o tentata e carenza motivazionale sull'aggravante per numero di concorrenti) e sulla dosimetria; per Huqi e Luku questioni procedurali e di motivazione/quantificazione della pena; per Salvatore contestazioni sulla qualificazione di reato nel casellario, sull'aumento per continuazione e su profili formali circa procura e rinunce in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Genovese e Salvatore (per definizione con concordato in appello) e quelli presentati personalmente da Luku e Huqi (inammissibili per mancata sottoscrizione da avvocato iscritto all'albo speciale ex legge 103/2017), con condanna alle spese e ingiunzione di versamento alla Cassa delle ammende. I ricorsi di Stellato, Riccio e Lumia sono stati invece parzialmente accolti: la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente ad alcuni capi ritenuti carenti di adeguata motivazione o prova e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Napoli per un nuovo esame su quei punti. In particolare: annullamento per i capi 25 (offerta/detenzione collegata a disponibilità effettiva) con rinvio nei confronti di Stellato e Riccio; annullamento per il capo 27 (importazione da Panama/consumazione vs tentativo) con rinvio nei confronti di Lumia. Per il resto le doglianze sono state rigettate e le condanne confermate.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990 (Testo unico stupefacenti)

    art. 73; art. 74, comma 2; art. 73, comma 4 e comma 6

    Usata per qualificare i reati contestati: art.73 per detenzione/offerta/spaccio e per i tentativi di importazione; art.74 per il reato associativo. La Corte richiede prova della concreta disponibilità per l'offerta (art.73) e per l'importazione la prova di atti idonei diretti al trasferimento nel territorio nazionale.

  • Codice di procedura penale

    art. 129; art. 599-bis; art. 613 (modificato dalla legge 103/2017); art. 616; art. 597, comma 3

    Art.129/599-bis: limiti del sindacato in cassazione dopo definizione concordata in appello (ricorsi ammissibili solo per questioni sulla volontà di concordare o illegalità della pena ecc.). Art.613/legge 103/2017: obbligo di sottoscrizione del ricorso in Cassazione da parte dell'avvocato iscritto all'albo speciale, mancato rispetto causa inammissibilità. Art.616: onere spese per ricorsi inammissibili. Art.597(3): limiti al peggioramento della pena in appello in assenza di impugnativa del PM.

  • Codice penale

    Richiamati con riferimento ai criteri di determinazione della pena e alla necessità di motivazione nella valutazione delle circostanze attenuanti/agggravanti.

  • Legge n. 103 del 2017

    Modifica l'art.613 c.p.p. imponendo la firma in Cassazione da parte di difensore iscritto all'albo speciale; causa l'inammissibilità dei ricorsi presentati personalmente dagli imputati dopo la sua entrata in vigore.

  • Ordinamento giurisprudenziale citato

    Corte costituzionale, sent. n. 186 del 2000

    Richiamata nella motivazione sul criterio di quantificazione delle somme da versare alla Cassa delle ammende e sulla valutazione della colpa nella proposizione di ricorsi inammissibili.

Massime di principio

  • Ricorsi personali in Cassazione presentati dopo la legge 103/2017 sono inammissibili se non sottoscritti da avvocato iscritto all'albo speciale della Corte di cassazione.
  • Il cosiddetto "concordato in appello" (definizione ex art.599-bis c.p.p.) limita fortemente i motivi ammissibili in Cassazione: non sono riesaminabili le doglianze rinunciate con il concordato, salvo questioni sulla formazione della volontà o illegitimità formale della definizione.
  • La valutazione del contenuto delle intercettazioni e l'interpretazione dei dialoghi criptici è essenzialmente questione di merito affidata ai giudici di fatto; la Cassazione interviene solo in presenza di manifesta illogicità o assenza di argomentazione.
  • Per ritenere consumato il reato di importazione di stupefacenti non basta l'accordo tra le parti: occorrono atti concreti e l'assunzione della gestione dell'attività diretta al trasferimento della droga sul territorio nazionale; per il tentativo serve la serietà e l'idoneità delle intese e contatti concreti sul loro esito.
  • L'offerta di sostanze stupefacenti (art.73) si perfeziona quando è collegata a una reale, anche non immediata, disponibilità della droga; la mera manifestazione d'intenti senza evidenza della possibilità di procurarla non integra il reato.
  • In appello non è possibile aumentare la pena per un reato se il giudice di primo grado non ha operato un aumento per quel reato e il PM non ha impugnato il mancato aumento (principio richiamato ex art.597(3) c.p.p.).
  • In caso di carenze motivazionali su profili di consumazione vs tentativo o sulla disponibilità effettiva della droga, la Cassazione annulla con rinvio per nuovo esame limitatamente ai capi carenti, lasciando confermata la restante parte della decisione.

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