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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1219/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di diniego della convalida dell'arresto per i reati di violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni nei confronti di un capotreno che non lo aveva fatto salire per mancanza di biglietto. Il capotreno aveva richiesto l'intervento dei carabinieri tramite 112 dopo essere stato aggredito il 23/08/2021 alle 19:50; la pattuglia ha arrestato Elqasími alle 20:35 in una stazione. Il GIP aveva ritenuto i fatti pacifici ma aveva escluso la flagranza, rilevando che al momento dell'intervento l'arrestato era seduto e non vi erano, ai sensi dell'art. 382 c.p.p., tracce riconducibili al reo che dimostrassero la commissione del reato da poco tempo. Il pubblico ministero ha contestato tale valutazione sostenendo la sussistenza della quasi flagranza in virtù delle tracce del reato, in particolare i segni di aggressione riscontrati sulla vittima.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del pubblico ministero annullando senza rinvio l'ordinanza impugnata e dichiarando che l'arresto è stato legittimamente eseguito. La sentenza osserva che gli elementi percepiti immediatamente dalla polizia giudiziaria, comprese le evidenti tracce di aggressione sulla vittima, consentivano di ritenere il reato appena commesso. La Corte precisa che, ai fini della flagranza e della quasi flagranza, le tracce dimostrative della recente commissione del reato non devono riguardare necessariamente la persona del reo ma possono riguardare qualsiasi traccia utile, incluse quelle presenti sulla vittima.

Norme richiamate

  • art. 382 cod. proc. pen.

    La Corte interpreta la disciplina della flagranza/quasi-flagranza in senso ampio: le tracce utili a dimostrare la recentissima commissione del reato possono essere anche esterne alla persona del reo (per esempio segni di aggressione sulla vittima) e, se immediatamente percepite dalla polizia giudiziaria, giustificano la convalida dell'arresto.

Massime di principio

  • La flagranza o quasi-flagranza può essere accertata non solo dalle tracce sul presunto autore ma anche da qualsiasi traccia esterna utile (es. segni di aggressione sulla vittima) che dimostri la recente commissione del reato.
  • Se la polizia giudiziaria percepisce immediatamente elementi oggettivi (dichiarazioni della vittima, lesioni, danni) che indicano che il reato è stato appena commesso, l'arresto può essere legittimamente eseguito e convalidato.
  • La presenza del sospettato nelle vicinanze o alla scena, anche se seduto o non manifestamente sporco di tracce, non esclude automaticamente la flagranza se esistono altre tracce che collegano il fatto al tempo recente.
  • Per difendersi da contestazioni sulla convalida, gli operatori devono documentare tempestivamente le tracce e le dichiarazioni rilevanti (fotografie, verbali, referti), poiché la tempestività e la percezione immediata degli elementi è centrale nella valutazione della quasi-flagranza.
  • Il giudice deve valutare globalmente gli elementi di fatto percepiti dalla polizia giudiziaria al momento dell'intervento, non limitandosi a verificare solo la presenza di segni sul presunto reo.

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