Cassazione Penale, Sentenza n. 42187/2023 del 17/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di condanna della Corte d'Appello di Trieste per il reato previsto dall'art. 125 d.P.R. 30/05/2002 n.115 (falsa attestazione nella domanda di ammissione al patrocinio a spese dello Stato), contestando: 1) la nullità della procedura per violazione del diritto di difesa in ragione dell'anticipazione dell'orario di udienza del 21/05/2020, che avrebbe impedito la presenza degli imputati e dei difensori; 2) il vizio di motivazione della pronuncia di appello, lamentando che la Corte d'Appello non avrebbe adeguatamente confutato la sentenza di primo grado e non avrebbe valutato correttamente la documentazione e le deposizioni (in particolare sulla questione della convivenza e della somma dei redditi), richiedendo dunque la c.d. "motivazione rafforzata" per la riforma dell'assoluzione.
La decisione
Per Carolina Sartor: estinzione del reato per decesso sopraggiunto (art.150 cod. pen.) e annullamento senza rinvio della sentenza impugnata nei suoi confronti. Per Tullio Teia, Claudio Teia ed Emanuela Teia: i ricorsi per cassazione sono dichiarati inammissibili; la Corte ha ritenuto manifestamente infondati entrambi i motivi: 1) l'anticipazione dell'udienza del 21/05/2020 non ha prodotto alcun pregiudizio concreto alle prerogative difensive, trattandosi di un'udienza in cui il Procuratore Generale aveva rinunciato all'appello e non si era svolta attività decisiva; 2) la Corte d'Appello ha fornito adeguata motivazione nel riformare l'assoluzione del primo grado, spiegando perché il materiale probatorio dimostrasse la percezione di redditi e la convivenza nell'abitazione di via Savorgnan (esame di dichiarazioni dei redditi, intestazioni utenze, assenza di forniture nell'altro domicilio, ecc.), con puntuale confronto critico degli elementi invocati dalla difesa. Conseguentemente i tre ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e a versare ciascuno la somma di euro 3.000,00.
Norme richiamate
art. 125 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115
norma che sanziona la falsa attestazione nella domanda di ammissione al patrocinio a spese dello Stato; la condotta ritenuta contestabile è l'indicazione di inesistenti condizioni di reddito per ottenere l'assistenza gratuita
art. 150 cod. pen.
dispone l'estinzione del reato per morte dell'imputato; la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza nei confronti della deceduta in applicazione di tale principio
art. 603, comma 3‑bis, cod. proc. pen.
norma richiamata in materia di rinnovazione dell'istruttoria in appello; la Corte osserva che, pur senza rinnovare l'istruttoria, il giudice d'appello deve fornire adeguata giustificazione probatoria quando riforma una sentenza di assoluzione
Giurisprudenza consolidata (Sez. U., n. 33748/2005 Mannino e successivi)
principio secondo cui il giudice d'appello che riformi un'assoluzione deve delineare le linee portanti del proprio ragionamento probatorio e confutare specificamente i più rilevanti argomenti della motivazione del primo grado (c.d. "motivazione rafforzata")
Giurisprudenza consolidata sulla nullità per anticipazione dell'udienza
orientamento secondo cui l'anticipazione dell'orario dell'udienza determina, in linea generale, nullità per violazione del diritto di difesa, salvo che non risulti un pregiudizio concreto agli interessi dell'imputato; la Corte ha applicato questo principio ritenendo che nel caso concreto non si sia verificato alcun danno processuale
Massime di principio
- L'anticipazione dell'orario di udienza può determinare la nullità assoluta per violazione del diritto di difesa solo se dalla vicenda derivi un pregiudizio concreto alla partecipazione dell'imputato o all'esercizio della difesa; la mera discrepanza oraria, se priva di effetti pratici, non è sufficiente a determinare la nullità.
- Quando la Corte d'appello riforma una sentenza di assoluzione e arriva a una condanna, è necessario che la motivazione spieghi chiaramente, anche in sintesi, perché il materiale probatorio va valutato diversamente rispetto al giudice di primo grado (obbligo di cosiddetta "motivazione rafforzata").
- La prova della convivenza e dell'unicità del nucleo familiare può essere desunta anche da elementi indiretti (intestazione e presenza di utenze, uso effettivo dell'immobile, assenza di forniture in altre sedi), purché il giudice espliciti il nesso logico che giustifica tale inferenza.
- Il decesso dell'imputato estingue il reato; la sentenza penale nei suoi confronti va annullata senza rinvio per estinzione del reato ex art.150 c.p.
- In cassazione i motivi devono essere specifici e indicare il concreto pregiudizio o il vizio di diritto; censure generiche o prive di argomentazione rispetto al pregiudizio sono facilmente ritenute manifestamente infondate e portano all'inammissibilità del ricorso.
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