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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3058/2023 del 24/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto il riconoscimento del vincolo della continuazione tra più episodi di evasione oggetto di plurime sentenze di condanna, commessi a Taranto nel periodo febbraio-luglio 2014. Ha sostenuto che le sentenze delineano un unico disegno criminoso in ragione dell'identità del reato e della prossimità temporale (fatti commessi a distanza di circa un mese l'uno dall'altro). Il Tribunale di Taranto ha rigettato la richiesta rilevando l'assenza di elementi di collegamento sotto il profilo ideativo o esecutivo nelle sentenze di condanna e l'inadempimento, da parte del richiedente, dell'onere di allegare elementi specifici, essendosi limitato a argomentazioni generiche e incongrue.

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso, confermando che il Tribunale ha motivato adeguatamente la decisione. È stato ribadito che l'identità della fattispecie di reato e la prossimità cronologica costituiscono soltanto indici utili alla ricognizione del medesimo disegno criminoso ma non ne rappresentano prova automatica. In assenza di elementi concreti di collegamento ideativo o esecutivo e di specifiche allegazioni del ricorrente, va escluso il vincolo della continuazione. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • principio giurisprudenziale sul vincolo della continuazione

    La giurisprudenza richiede elementi specifici di collegamento ideativo ed esecutivo per riconoscere la continuazione; l'identità della norma incriminatrice e la prossimità temporale sono solo indici e non costituiscono prova sufficiente. Incombe sul richiedente l'onere di allegare fatti concreti che dimostrino l'unicità del disegno criminoso.

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento del vincolo di continuazione non bastano l'identità del reato e la vicinanza temporale: occorrono elementi concreti che dimostrino un unico disegno criminoso (collegamenti ideativi o esecutivi).
  • L'onere probatorio/di allegazione spetta al soggetto che richiede la continuazione: deve indicare aspetti di fatto specifici e non solo argomentazioni generiche.
  • Le sentenze di condanna vanno esaminate nel loro contenuto probatorio per individuare eventuali indici concreti di unità di disegno; l'assenza di tali indici giustifica il rigetto della domanda.
  • La sola ripetizione dello stesso reato in un arco temporale ristretto può essere compatibile con delibere criminose indipendenti, specie se sussistono fattori personali o contingenti (es. reazione al regime detentivo) che spiegano condotte autonome.
  • In casi analoghi è consigliabile documentare e spiegare in modo dettagliato i nessi tra i fatti (modus operandi, finalità unitaria, pianificazione, ruoli ripetuti) per soddisfare il requisito probatorio richiesto dai giudici.

Testo integrale

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