Sentenza n. 411/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento - dell'informazione antimafia interdittiva della Prefettura di Lecce prot. n. -OMISSIS- del 6.11.2020, notificata in data 7.11.2020; - di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale e, in particolare di tutti gli atti istruttori, di estremo e contenuto sconosciuti, posti alla base del provvedimento interdittivo impugnato, tra i quali le informative rese dalle Forze dell'Ordine nel corso dell'istruttoria, degli atti di indagine e accertamenti del Gruppo interforze, nonché del parere del gruppo interforze reso in data 09.10.2020.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: informazione antimafia interdittiva prefettizia del 6 novembre 2020, unitamente agli atti istruttori e al parere del gruppo interforze
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato l'informazione antimafia interdittiva adottata dalla Prefettura di Lecce, chiedendo l'annullamento dell'atto e degli atti connessi, presupposti e consequenziali, inclusi gli atti istruttori, le informative delle Forze dell'Ordine, gli accertamenti del gruppo interforze e il relativo parere. Nel corso del giudizio, con atto depositato l'8 gennaio 2026, la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione nel merito del ricorso e ha chiesto che fosse dichiarata l'improcedibilità, con compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione univoca della ricorrente. Il giudice ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo e dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., non residuasse interesse alla decisione di merito. Non sono stati esaminati i motivi di illegittimità dell'interdittiva né la fondatezza delle contestazioni relative all'istruttoria prefettizia. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell'esito del giudizio e della particolarità delle questioni sottostanti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse
La dichiarazione univoca della parte ricorrente circa la sopravvenuta carenza di interesse giustifica la declaratoria di improcedibilità del ricorso, in applicazione del principio dispositivo.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara in modo univoco la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare i motivi di illegittimità dell'atto impugnato.
- La regolazione delle spese può essere integralmente compensata quando l'esito processuale e la particolarità delle questioni sottostanti giustifichino tale soluzione.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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