Cassazione Penale, Sentenza n. 1736/2024 del 15/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza per violazione e falsa applicazione dell'art. 606 lett. b) ed e) c.p.p. in relazione all'art. 187 C.d.S., deducendo la mancata acquisizione di una visita specialistica atta ad attestare lo stato di alterazione da sostanze stupefacenti. Sosteneva che l'accertamento dello stato di alterazione richiede un esame medico specialistico e che non è sufficiente la mera constatazione dei sintomi da parte degli agenti intervenuti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello che ha fondato la condanna sulla convergenza di elementi sintomatici rilevati dagli agenti (fuga del veicolo, agitazione del conducente, occhi lucidi, linguaggio sconnesso ecc.) e sull'esito positivo dello screening delle urine effettuato presso il pronto soccorso che ha accertato l'assunzione di cocaina. La Cassazione ha richiamato il principio secondo cui lo stato di alterazione può essere provato valorizzando dati sintomatici che corroborino l'esito degli esami biologici. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3000,00 in favore della cassa delle ammende. In primo grado Palazzolo era stato già condannato, previa concessione delle attenuanti generiche, a 4 mesi di arresto e Euro 1000,00 di ammenda ai sensi dell'art. 187, comma 1 C.d.S.
Norme richiamate
d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285, art. 187, comma 1 (Codice della Strada)
La norma punisce la guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti; nella fattispecie la Corte ha ritenuto che la prova dello stato di alterazione possa fondarsi sulla combinazione di sintomi osservati e sull'esito degli accertamenti biologici
codice di procedura penale, art. 606 lett. b) ed e)
Gli articoli indicati riguardano i motivi di ricorso per cassazione; il ricorrente ha invocato tali lett. ma la Corte ha ritenuto il motivo infondato e il ricorso inammissibile perché la valutazione probatoria svolta in merito allo stato di alterazione era conforme al principio giurisprudenziale richiamato
Massime di principio
- In reati di guida sotto l'influenza di stupefacenti, lo stato di alterazione può essere provato mediante la combinazione di osservazioni sintomatiche rilevate dagli operatori e di esami biologici positivi: entrambi gli elementi, valutati congiuntamente, rafforzano la prova.
- La sola constatazione di sintomi da parte della polizia può risultare insufficiente se non è corroborata da accertamenti biologici o da una visita medica specialistica; viceversa, un esame biologico positivo rafforzato da sintomi osservati consente di provare lo stato di alterazione.
- Se manca un accertamento specialistico, la difesa può contestare il nesso temporale tra assunzione e guida, la attendibilità degli esami biologici (catena di custodia, tempi, metodica) o l'interpretazione dei sintomi, ma la Corte valorizzerà la prova nel suo complesso.
- Per evitare la condanna in casi simili è importante richiedere immediatamente controlli medici specialistici sul posto o in struttura sanitaria, documentare i tempi degli esami e contestare eventuali vizi formali nelle operazioni di polizia e nei referti.
- In sede di ricorso per cassazione la parte deve indicare profili di illegittimità specifici e rilevanti: la mera disconferma dell'apprezzamento critico delle prove di merito è difficilmente sufficiente.
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