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Sentenza

Sentenza del 23/03/2018 n. 1836 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Catasto - Revisione delle rendite ai sensi dell'art. 1, co. 335, della l. 311/2004 - Atto di classamento fondato su tale norma e sulla determinazione del direttore dell'Agenzia del Territorio del 16 febbraio 2005 e recante in allegato la richiesta del Comune - Motivazione - Non è carente - Sopralluogo - Non necessita

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente ha contestato la revisione della rendita catastale effettuata ai sensi dell'art. 1, comma 335, della legge n. 311/2004, lamentando in particolare l'insufficienza della motivazione dell'atto e la mancata effettuazione di un sopralluogo presso l'immobile. La censura riguardava quindi la legittimità del classamento fondato sulla verifica dello squilibrio dei valori catastali e di mercato nella microzona di appartenenza.

La decisione

La contestazione è stata respinta. È stato ritenuto sufficiente che l'atto richiamasse la procedura prevista dall'art. 1, comma 335, della legge n. 311/2004, la determinazione del Direttore dell'Agenzia del Territorio del 16 febbraio 2005 e contenesse, allegandola o riproducendola integralmente, la richiesta del Comune che aveva dato impulso alla revisione. Non è necessario un sopralluogo individuale sull'unità immobiliare, poiché la procedura mira a correggere gli squilibri medi tra valori catastali e valori di mercato delle microzone. Resta comunque possibile per il contribuente dimostrare in giudizio che il proprio immobile presenta caratteristiche tali da non giustificare l'applicazione della revisione per microzona.

Norme richiamate

  • Art. 1, comma 335, legge n. 311/2004

    Consente la revisione del classamento e delle rendite catastali nelle microzone comunali caratterizzate da uno scostamento significativo tra il rapporto medio tra valore catastale e valore di mercato della microzona e quello riferito all'intero territorio comunale.

  • Art. 7, comma 1, legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

    Impone l'obbligo di motivazione degli atti tributari. Nel caso esaminato tale obbligo è stato ritenuto assolto mediante il richiamo alla procedura normativa, alla determinazione direttoriale e alla richiesta del Comune posta a fondamento dell'intervento.

Massime di principio

  • Negli atti di revisione catastale effettuati per microzone ai sensi dell'art. 1, comma 335, della legge n. 311/2004, la motivazione può essere considerata sufficiente anche senza una dettagliata descrizione delle caratteristiche individuali dell'immobile, purché siano indicati il presupposto normativo e gli atti amministrativi che hanno attivato la procedura.
  • La mancata effettuazione di un sopralluogo non rende automaticamente illegittimo il nuovo classamento, poiché la procedura per microzone si fonda principalmente su dati e squilibri comparativi riferiti all'area territoriale.
  • Il contribuente può tuttavia contestare concretamente il classamento dimostrando che l'immobile possiede caratteristiche peculiari, quali ubicazione, stato, qualità, consistenza o condizioni particolari, che lo rendono non comparabile con gli altri immobili della microzona o non assoggettabile alla revisione perequativa.
  • In una controversia analoga è quindi opportuno verificare sia la presenza nell'atto dei richiami normativi e della richiesta comunale, sia la concreta applicabilità della revisione all'immobile specifico.

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