Cassazione Penale, Sentenza n. 15375/2024 del 12/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Sicilia ha impugnato la revoca, disposta dal Tribunale di sorveglianza, di parte della liberazione anticipata (centotrentacinque giorni riferiti ai semestri dal 15/10/2019 al 14/10/2020). Il Tribunale aveva motivato la revoca ricordando la precedente revoca dell'affidamento in prova terapeutico (ordinanza 16/09/2021) conseguente a fatti di reato commessi il 3/08/2021 (art. 609-bis, comma 3), divenuti poi oggetto di condanna. Il ricorrente denunciava inosservanza ed errata applicazione dell'art. 54, comma 3, Ord. pen. e mancata valutazione sull'incidenza del reato sul percorso rieducativo e sul grado di recupero; contestava inoltre l'assenza di motivazione sulla scelta dei soli semestri oggetto di revoca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza viziata da carenza motivazionale. Ha censurato l'omessa valutazione dell'incidenza del reato sul percorso rieducativo e del grado di recupero, e l'assenza di spiegazioni circa la scelta dei semestri revocati (inferiori rispetto alla richiesta del P.M.). Ha quindi annullato l'ordinanza e rinviato gli atti al Tribunale di sorveglianza di Milano per un nuovo esame, che dovrà motivare compiutamente e considerare tutte le evidenze disponibili.
Norme richiamate
legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario), art. 54, comma 3
La revoca della liberazione anticipata per delitto non colposo commesso durante l'esecuzione deve essere decisa valutando l'incidenza del reato sull'opera di rieducazione e il grado di recupero del condannato; non è automatica.
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 1, Cass. n. 45342/2019 "Ferrari"; Sez. 1, n. 16784/2010 "Balsamo")
Principi che impongono al Tribunale di sorveglianza di accertare se il fatto criminoso costituisca il fallimento dell'opera rieducativa o un'occasione isolata, e di motivare adeguatamente la decisione di revoca o la sua limitazione temporale.
Ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Milano 16/09/2021 (revoca affidamento in prova terapeutico)
Provvedimento precedente che revocò ex nunc l'affidamento terapeutico: la Corte osserva che la diversa scelta temporale nella revoca della liberazione anticipata richiede specifica e convincente motivazione.
Massime di principio
- La revoca della liberazione anticipata per reato non colposo commesso durante l'esecuzione non è automatica: il giudice deve valutare l'incidenza del nuovo reato sul percorso rieducativo e il grado di recupero fin lì manifestato.
- Se la revoca è limitata a determinati periodi temporali, occorre motivare perché proprio quei periodi risultino interessati dal vizio del percorso trattamentale; non è sufficiente un'affermazione generica sulla gravità del reato o sulla distanza temporale.
- La revoca ex nunc di una misura alternativa (es. affidamento terapeutico) non autorizza il Tribunale a trattare diversamente, senza motivazione, la revoca degli sconti di pena già concessi; coerenza e motivazione specifica sono richieste.
- La mancanza di una motivazione che colleghi il comportamento criminoso al fallimento dell'opera rieducativa può determinare l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo esame.
- In sede di nuovo giudizio il Tribunale dovrà esaminare tutte le evidenze disponibili e formare un giudizio motivato sulla gravità del fatto, sulla sua ascrivibilità a fallimento rieducativo o a episodio isolato e sul peso da attribuire al grado di recupero del condannato.
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