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Sentenza

Sentenza n. 1673/2026 - Firenze, Sezione 3

Giustizia amministrativa202300030

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: accertamento dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione e successiva acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e dell’area interessata dalla trasformazione urbanistico-edilizia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’atto comunale del 5 novembre 2022 con cui era stata accertata l’inottemperanza all’ordinanza di demolizione n. 11 del 1° aprile 2015, nonché, con motivi aggiunti, la determinazione del 25 ottobre 2024 avente ad oggetto l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e delle relative aree. L’ordinanza del 2015 aveva imposto il ripristino di un terreno agricolo trasformato, mediante una serie funzionalmente unitaria di opere, in area espositiva e di deposito a cielo aperto, in contrasto con il titolo edilizio e con la disciplina urbanistica. Con il primo motivo del ricorso introduttivo sono state dedotte la violazione delle norme sul procedimento e dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, nonché difetto di istruttoria e motivazione, travisamento e lesione dell’affidamento, per la mancata comunicazione di avvio del procedimento e per la mancata notificazione del verbale di sopralluogo del 9 febbraio 2022. La ricorrente ha sostenuto di avere adempiuto almeno parzialmente all’ordine demolitorio, di avere presentato una CILA nel 2017 e di avere maturato un affidamento sulla definizione della vicenda, anche in ragione del tempo trascorso dalla perenzione del precedente ricorso. Con il secondo motivo ha contestato l’erronea qualificazione come abusive di opere che sarebbero state eseguite sulla base della CILA del 2017. Con il terzo motivo ha contestato l’erronea individuazione e quantificazione dell’area da acquisire. Con il quarto motivo ha dedotto l’illegittimità derivata dell’accertamento, sostenendo che le opere oggetto dell’ordinanza del 2015 non sarebbero state qualificabili come interventi edilizi demolibili. Nei motivi aggiunti la ricorrente ha dedotto l’illegittimità derivata dell’acquisizione, la violazione dell’art. 31, commi 3 e 4, d.P.R. 380/2001 e dell’art. 196 l.r. Toscana 65/2014, sostenendo che l’acquisizione dell’intera proprietà, pari a circa 18.380 metri quadrati, non fosse adeguatamente motivata, non consentisse di verificare il rispetto del limite del decuplo dell’area di sedime e fosse sproporzionata. Ha inoltre lamentato la mancata notificazione del provvedimento di acquisizione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibile il quarto motivo del ricorso introduttivo, perché rivolto direttamente contro l’ordinanza di demolizione del 2015, ormai consolidatasi per effetto della perenzione del precedente ricorso. Ha respinto l’eccezione comunale di irricevibilità dei motivi aggiunti: la determinazione di acquisizione gratuita doveva essere notificata personalmente all’interessata e la pubblicazione all’albo pretorio non era sufficiente. Nel merito, tuttavia, ha respinto sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti. Il giudice ha ritenuto che l’ordinanza del 2015 imponesse non la demolizione isolata di singole opere, ma un intervento complessivo diretto a restituire all’area la sua originaria destinazione agricola. La permanenza nel 2022 di opere consistenti e della destinazione del fondo a deposito a cielo aperto dimostrava l’inottemperanza integrale all’ordine ripristinatorio; non era quindi configurabile un’ottemperanza parziale fondata sull’eliminazione di singoli manufatti. Il verbale di sopralluogo è stato qualificato come atto endoprocedimentale, non autonomamente impugnabile, sicché la sua mancata notificazione non determinava l’invalidità dell’accertamento. La comunicazione di avvio del procedimento non era dovuta, poiché l’accertamento aveva natura meramente ricognitiva di un effetto giuridico già prodottosi per legge. Quanto all’acquisizione, il TAR ha ritenuto che l’area non fosse stata acquisita in eccedenza rispetto alle opere abusive: la trasformazione urbanistica complessiva dell’intera area giustificava l’acquisizione dell’intero compendio quale effetto ipso iure dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, richiamando il principio espresso dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 16/2023. La ricorrente è stata condannata al pagamento di 4.000 euro di spese di lite, oltre oneri di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    nessuna citazione testuale riportata

    L’inottemperanza all’ordine di demolizione e ripristino produce l’acquisizione gratuita dell’area al patrimonio comunale; nel caso di trasformazione urbanistica complessiva, l’acquisizione può riguardare l’intera area interessata dalla trasformazione.

  • artt. 7 e ss. l. 241/1990

    nessuna citazione testuale riportata

    La comunicazione di avvio non è necessaria per un atto meramente ricognitivo di un effetto giuridico già prodottosi; il verbale di sopralluogo è un atto endoprocedimentale e la sua mancata notificazione non invalida l’accertamento finale.

  • artt. 134 e ss. l.r. Toscana 65/2014

    nessuna citazione testuale riportata

    Le disposizioni regionali sono richiamate nel quadro della disciplina repressiva degli abusi edilizi e dell’acquisizione conseguente all’inottemperanza.

  • art. 196 l.r. Toscana 65/2014

    nessuna citazione testuale riportata

    La norma è invocata con riferimento alla legittimità dell’acquisizione al patrimonio comunale, ma le relative censure sono state ritenute infondate.

  • art. 25 c.p.a.

    nessuna citazione testuale riportata

    Richiamato esclusivamente per l’elezione di domicilio fisico nel processo.

  • Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza n. 16/2023

    nessuna citazione testuale riportata

    Richiamata a sostegno della tesi secondo cui l’acquisizione dell’area può conseguire ipso iure all’inottemperanza quando l’abuso consiste in una trasformazione urbanistica complessiva dell’intera area.

Massime di principio

  • Quando un’ordinanza di demolizione impone il ripristino complessivo della destinazione urbanistica originaria di un’area trasformata da una pluralità di opere funzionalmente unitarie, l’eliminazione soltanto di singoli manufatti non integra un’ottemperanza parziale idonea a impedire l’accertamento dell’inottemperanza.
  • L’accertamento dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione ha natura meramente ricognitiva dell’effetto acquisitivo già previsto dalla legge; pertanto, per la sua adozione non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento.
  • Il verbale di sopralluogo che documenta la permanenza dell’abuso costituisce un atto endoprocedimentale e non un autonomo provvedimento lesivo; la sua mancata notificazione non determina, di per sé, l’invalidità dell’atto finale di accertamento dell’inottemperanza.
  • Il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio comunale deve essere notificato personalmente al proprietario interessato; la pubblicazione all’albo pretorio non sostituisce la notificazione individuale quando non ricorrono ragioni oggettive che rendano impossibile o eccessivamente gravosa tale forma di comunicazione.
  • Quando una pluralità di opere abusive determina una trasformazione urbanistica complessiva dell’intera area, l’acquisizione gratuita può riguardare l’intero compendio interessato dalla trasformazione, quale effetto dell’inottemperanza all’ordine di ripristino, e non necessariamente soltanto le singole porzioni corrispondenti ai manufatti.
  • Una volta consolidata l’ordinanza di demolizione, le censure che ne contestano direttamente la qualificazione delle opere abusive o la demolibilità non possono essere riproposte contro il successivo atto di accertamento dell’inottemperanza o contro l’acquisizione al patrimonio comunale.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoPartecipazione al procedimentoTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunaleDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del poterePartecipazione procedimentaleEfficacia ed esecutorietàDecadenza e tardività

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