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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20825/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che tutti i motivi fossero meramente riproduttivi di censure già esaminate e disattese in appello, oppure generici o privi di specifica critica alla motivazione impugnata. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per furto consumato aggravato e tentato furto aggravato. I motivi dedotti erano quattro: 1) contestazione della responsabilità, formulata in termini astratti e assertivi e non confrontata con gli specifici elementi indiziari valorizzati in sentenza; 2) censura sulla pretesa illegalità della pena, però indicata in modo generico e, per come ricostruito dalla Corte, riferita alla mancata applicazione della pena pecuniaria unitamente a quella detentiva, quindi priva di interesse perché diretta a ottenere un trattamento più sfavorevole; 3) contestazione del diniego della circostanza attenuante di cui all'art. 625-bis c.p., senza misurarsi con la risposta già resa dal giudice di merito; 4) censura sul diniego delle circostanze attenuanti generiche, ritenuta manifestamente infondata poiché il giudice di merito aveva fornito un congruo riferimento agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti.

Norme richiamate

  • art. 625-bis c.p.

    La censura relativa al diniego della circostanza attenuante speciale è stata ritenuta inammissibile perché formulata in modo meramente assertivo e senza confrontarsi con la risposta del giudice di merito.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è stato ritenuto legittimamente motivato con un congruo riferimento agli elementi decisivi o rilevanti valorizzati dal giudice di merito.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità il ricorso è inammissibile quando si limita a riprodurre censure già dedotte in appello senza una specifica critica alle rationes decidendi della sentenza impugnata.
  • Le doglianze sulla responsabilità sono inammissibili se restano generiche o astratte e non si confrontano con gli elementi indiziari richiamati nella motivazione di merito.
  • La censura sulla pena deve indicare con precisione il profilo di asserita illegalità; una contestazione generica, specie se diretta in concreto a ottenere un trattamento deteriore, è priva di interesse.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è sufficientemente motivato quando il giudice di merito richiami, in modo congruo, gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti, senza necessità di un'analitica confutazione di tutte le allegazioni difensive.
  • La mancata specifica confutazione della motivazione di merito su attenuanti o responsabilità comporta l'inammissibilità del motivo per difetto di specificità.

Come è indicizzato

MaterieFurtoTentato furtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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