Cassazione Civile, Ordinanza n. 08525/2023 del 24/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente (banca)
La controversia
Il correntista aveva proposto opposizione a decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca per il saldo debitore di un conto corrente, deducendo che gli interessi applicati fossero usurari. Il Tribunale aveva rigettato l'opposizione e la Corte d'appello aveva confermato il rigetto, ritenendo non applicabile retroattivamente la disciplina sull'usura a un contratto di apertura di credito stipulato nel 1990, quindi anteriore alla legge n. 108 del 1996. Con il ricorso per cassazione il debitore ha denunciato violazione o falsa applicazione dell'art. 1815 c.c., dell'art. 1 della legge n. 24 del 2001 di conversione del d.l. n. 394 del 2000 e dell'art. 118 TUB, sostenendo che non chiedeva l'applicazione retroattiva della normativa antiusura al contratto originario, ma solo la sua applicazione agli interessi pretesi dopo l'entrata in vigore della legge.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che il ricorso, proposto nel 2019, si poneva in contrasto con il principio già affermato dalle Sezioni Unite nel 2017, secondo cui la verifica dell'usura va compiuta al momento genetico del rapporto e non è configurabile una usura sopravvenuta in corso di rapporto. Poiché il motivo mirava a sostenere una tesi incompatibile con tale precedente consolidato, la censura è stata ritenuta inammissibile ai sensi dell'art. 360-bis, n. 1, c.p.c. La Corte ha inoltre condannato il ricorrente alle spese e ha dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 1815 c.c.
Richiamato come norma sulla nullità della pattuizione di interessi usurari, ma il ricorso è stato ritenuto incompatibile con il principio per cui l'usura si valuta al momento della stipula.
art. 1 L. n. 24 del 2001
Citata quale norma di conversione del d.l. n. 394 del 2000 in materia di usura; non ha consentito di superare il principio dell'irrilevanza della usura sopravvenuta.
art. 118 d.lgs. n. 385 del 1993 (TUB)
Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate, senza che la Corte ravvisasse una base per accogliere la censura.
art. 360-bis, n. 1, c.p.c.
Fondamento processuale dell'inammissibilità quando il ricorso contrasta con l'orientamento della Corte di cassazione consolidato o delle Sezioni Unite.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
Applicato per dare atto dei presupposti del raddoppio del contributo unificato.
Massime di principio
- La verifica dell'usura va effettuata con riferimento al momento genetico del rapporto contrattuale; il mero superamento sopravvenuto della soglia usuraria nel corso dell'esecuzione non determina nullità o inefficacia della clausola originaria.
- Non è configurabile una usura sopravvenuta tale da trasformare in illecita, per il solo sopravvenuto mutamento dei tassi soglia, la pretesa del creditore di riscuotere interessi validamente pattuiti.
- Il ricorso per cassazione è inammissibile ai sensi dell'art. 360-bis, n. 1, c.p.c. quando propone una tesi giuridica contrastante con un principio già affermato dalle Sezioni Unite e applicato dalla sentenza impugnata.
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