Cassazione Civile, Sentenza n. 2331/2022 del 26/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Milano che li aveva ritenuti direttamente debitori del compenso professionale richiesto dall'arch. Bruno Somaini, deducendo (1) l'irregolarità della chiamata in causa in primo grado della Edilvolo S.r.l. (art. 183 c.p.c. e correlati) e quindi l'improcedibilità delle domande della società e degli appelli; (2) la violazione dei limiti del petitum/ultrapetizione per aver consentito alla corte d'appello di accertare il diritto dell'attore direttamente nei confronti dei committenti nonostante la surrogazione e le domande subordinate/formulate in corso di causa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso; ha ritenuto infondati entrambi i motivi: (i) la chiamata in causa della Edilvolo rientrava nelle ipotesi previste dall'art. 183, comma 5 c.p.c. e la concessione dell'autorizzazione è questione di valutazione discrezionale non sindacabile in cassazione; (ii) non v'è ultrapetizione perché l'attore aveva proposto domande alternative e/o subordinate (compenso direttamente dai committenti o, in subordine, surrogazione nei diritti della società) legittimamente comprensive del petitum; ha inoltre rilevato che il fallimento di Edilvolo non interrompe il giudizio di cassazione. Per effetto del rigetto, i ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese di cassazione in favore di Edilvolo S.r.l. e di Bruno Somaini e all'eventuale versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi del d.P.R. 115/2002.
Norme richiamate
art. 183, comma 5 c.p.c.
Consente all'attore, con autorizzazione del giudice e nei limiti degli artt. 106 e 269, terzo comma, di chiamare in causa un terzo quando l'esigenza "è sorta dalle difese del convenuto"; include anche la chiamata a seguito di una mera difesa in iure o in facto che contesti la legittimazione passiva
art. 106 e art. 269, comma 3 c.p.c.
art. 106 e art. 269, comma 3 c.p.c.
L'autorizzazione alla chiamata in causa del terzo è frutto di valutazioni discrezionali del giudice di merito e, come tali, non sindacabili in sede di impugnazione in Cassazione salvo i casi di vizio di legittimità
art. 2900 c.c.
La dichiarazione di volersi surrogare nel credito del terzo è compatibile con la proposizione in giudizio di domande alternative o subordinate; la successiva scelta del giudice di accogliere la domanda diretta non configura rinuncia né vizio di ultrapetizione
art. 99 e art. 112 c.p.c.
art. 99 e art. 112 c.p.c.
I limiti del petitum non sono superati quando l'attore propone nel medesimo processo domande alternative o subordinate; l'accoglimento di una di esse rientra comunque nel 'petitum' posto che le domande alternative sono contemplate dalle norme sul contenuto della domanda
art. 2907 c.c.
Richiamato nel gravame ma la Corte ha ritenuto che la disciplina invocata non impedisce la proposizione di domande alternative/subordinate e non osti all'accoglimento della domanda diretta nei confronti dei committenti
art. 43 legge fallimentare e art. 41 d.lgs. n. 5/2006
art. 43 L.fall.; art. 41 d.lgs. n.5/2006
Il sopraggiunto fallimento della Edilvolo non interrompe il giudizio di cassazione; la Corte conferma la giurisprudenza che esclude l'automatica sospensione del processo di cassazione per fallimento del chiamato in causa
art. 13, comma 1-quater e comma 1-bis d.P.R. 115/2002
art. 13, comma 1-quater e comma 1-bis d.P.R. 115/2002
Sussistendo i presupposti, la Corte dispone l'ulteriore versamento da parte dei ricorrenti di un importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per l'impugnazione
art. 23, comma 8-bis d.l. 28/10/2020, n. 137 (conv. L. 176/2020)
art. 23, comma 8-bis d.l. n.137/2020, conv. L. 176/2020
Regola le modalità processuali straordinarie (decisione in camera di consiglio con modalità previste dalla norma) adottate nel procedimento, senza pregiudicare il diritto delle parti a richiedere discussione orale
Massime di principio
- La chiamata in causa di un terzo da parte dell'attore è lecita quando l'esigenza nasce dalle difese del convenuto che contestano la propria legittimazione passiva; la concessione è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito e difficilmente sindacabile in Cassazione
- La proposizione di domande alternative o subordinate (es. domanda diretta contro i committenti e, in subordine, surrogazione nel credito della società appaltatrice) è ammessa e non configura ultrapetizione se il petitum comprende le alternative; il giudice può accogliere una delle alternative senza vizio
- Il fallimento del chiamato in causa non sospende automaticamente il giudizio di cassazione
- Le questioni di valutazione dei fatti e della discrezionalità procedurale (come l'autorizzazione a chiamare in causa o la valutazione sulla titolarità del rapporto contrattuale) sono difficilmente ribaltabili in sede di legittimità se adeguatamente motivate in motivazione
- In caso di rigetto del ricorso, il giudice della legittimità può condannare la parte soccombente al pagamento delle spese di cassazione e disporre l'ulteriore versamento del contributo unificato ove ne ricorrano i presupposti (DPR 115/2002)
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