Cassazione Civile, Sentenza n. 2297/2022 del 26/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Ancona che aveva accertato la contitolarità di alcune parti comuni dell'edificio (vanI al piano terra, locali seminterrato e portici) in favore dei consorti Pigliapoco-Diotallevi e ordinato la rimozione di una recinzione. Le ricorrenti contestavano, tra l'altro, la valutazione probatoria della Corte territoriale, la presunta pronuncia d'ufficio sulla simulazione del contratto del 1972, il difetto di legittimazione e prove a sostegno della simulazione/donazione riguardante il contratto del 1978, nonché la corretta qualificazione come beni condominiali degli spazi reclamati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo privo di fondamento. Ha confermato la valutazione del giudice di merito circa la mancanza di prova della simulazione/donazione e la natura condominiale dei beni rivendicati, rilevando che la Corte d'appello ha motivato sul complessivo compendio probatorio (documentale e testimoniale) e non si è fondata esclusivamente su dichiarazioni di relato. Le ricorrenti sono state condannate, in solido, al pagamento delle spese di giudizio (Euro 5.500,00 oltre accessori e rimborso forfetario).
Norme richiamate
art. 112 cod. proc. civ.
Contestata per la presunta pronuncia d'ufficio su questione non sollevata; la Corte ha ritenuto che gli elementi relativi al contratto del 1972 siano stati utilizzati come elemento di valutazione rispetto alla domanda riconvenzionale e non come autonoma decisione d'ufficio.
artt. 1414, 1415, 1417 cod. civ.
Norme richiamate in tema di simulazione e requisiti della dichiarazione di volontà: la Corte ha ritenuto che le ricorrenti non abbiano fornito allegazioni e prove specifiche e sufficienti della volontà simulatoria.
art. 2733 cod. civ.; art. 116 cod. proc. civ.
Richiamate in relazione al valore probatorio delle dichiarazioni testimoniali de relato: la Corte ha osservato che tali dichiarazioni hanno valore limitato se non riscontrate, ma ha ritenuto che la decisione si fondi su un complesso probatorio (documenti, testimonianze e ammissioni) e non su sole dichiarazioni de relato.
art. 360 n. 5 cod. proc. civ.
Il vizio dedotto (omesso esame di fatto decisivo) richiede l'effettiva omissione di un fatto storico decisivo, non la semplice diversa valutazione del materiale probatorio; quindi molte censure basate su diversa valutazione sono inammissibili.
artt. 112, 113, 115, 116, 257 cod. proc. civ.; art. 132 cod. proc. civ.; art. 118 disp. att. cpc
Richiamate in tema di dovere di motivazione e corretto esame delle difese: la Corte ha ritenuto le censure apodittiche e non sufficientemente specifiche per prospettare un vizio di legittimità.
art. 934 cod. civ.
Richiamato in relazione alla questione dell'accessione dello stabile al terreno: la Corte ha ritenuto la questione non adeguatamente posta e, in ogni caso, rilevante solo se tempestivamente dedotta in grado di merito.
art. 1117 comma 1 e 2 cod. civ.
Definizione delle parti comuni del condominio: la Corte ha valorizzato la destinazione e l'uso protratto nel tempo dei locali come elementi idonei a qualificare la condominialità, anche se non elencati tassativamente nel titolo.
norme di legge urbanistica
La destinazione urbanistica e le sue variazioni nel tempo sono state ritenute rilevanti per qualificare l'uso dei locali (uso agricolo/garage/deposito) e, insieme all'uso protratto, per giudicare la natura condominiale.
art. 2697 e art. 782 cod. civ.
Richiamate in tema di onere della prova e presunzioni: la Corte ha ritenuto che i resistenti abbiano fornito elementi probatori (versamenti, contributi alla costruzione, ammissioni) sufficienti a confutare la tesi della dissimulazione/donazione.
dPR 115/2002 art. 13 comma 1 quater
Accertamento dei presupposti per il versamento del contributo unificato: la Corte d'appello ha indicato l'esistenza dei presupposti processuali per l'eventuale pagamento da parte delle ricorrenti.
Massime di principio
- Per contestare la simulazione di un contratto (es. donazione camuffata da vendita) è necessario allegare fatti precisi e fornire prove concrete: mere supposizioni o indizi non sono sufficienti.
- La qualificazione di una porzione immobiliare come bene condominiale può derivare dalla destinazione prevista nel titolo, dalla destinazione urbanistica e dall'uso protratto e condiviso nel tempo dai condomini; l'elencazione nel titolo spesso ha carattere esemplificativo.
- La valutazione del complesso probatorio è rimessa al giudice di merito; la Cassazione interviene solo per vizi di diritto o omissioni di fatto rilevanti (art. 360 n.5), non per riesaminare le prove.
- Le dichiarazioni testimoniali di "de relato" hanno valore probatorio limitato se non corroborate da riscontri documentali o da altri elementi probatori.
- Chi deduce difetto di legittimazione di una parte a proporre un'azione di simulazione deve dimostrare il proprio pregiudizio diretto e il nesso giuridico con il rapporto simulato; altrimenti l'eccezione è destinata a soccombere.
- In sede di cassazione le censure devono essere specifiche e documentate: argomentazioni apodittiche o ricostruzioni alternative del dato fattuale sono spesso dichiarate inammissibili o non fondate.
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