Cassazione Penale, Sentenza n. 76/2022 del 05/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello di Napoli che lo aveva confermato in responsabilità per i delitti di cui agli artt. 589 bis e 589 ter c.p. deducendo violazione di legge e vizio di motivazione: richiedeva la derubricazione del reato da art. 589 bis a art. 589 c.p. e la concessione dell'attenuante speciale di cui al comma 7 dell'art. 589 bis c.p., sostenendo che la Corte di appello non avrebbe adeguatamente motivato sui motivi di gravame e sulla richiesta di attenuante.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sulla prima censura ha ritenuto manifestamente infondata la richiesta di derubricazione perché la motivazione della Corte d'Appello evidenziava che l'incidente era avvenuto in prossimità di un incrocio e di un attraversamento pedonale in zona urbana e che l'imputato procedeva a velocità non prudenziale, dovendo moderare o fermarsi: tali elementi giustificano correttamente l'applicazione dell'art. 589 bis c.p. invece dell'art. 589 c.p. Sulla seconda censura la Corte ha ritenuto la doglianza generica e priva del requisito di specificità richiesto in cassazione, perché il ricorrente non ha indicato gli elementi di fatto o gli atti dai quali emergessero gli elementi su cui fondare la richiesta dell'attenuante. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 589 c.p. (omicidio colposo)
La Corte ha ritenuto che questa fattispecie non fosse applicabile poiché il fatto si colloca nell'ambito dell'art. 589 bis, vigente al momento del fatto; pertanto non è stata accolta la richiesta di derubricazione a semplice art. 589.
art. 589 bis c.p. (omicidio stradale)
Alla fattispecie concreta è stato attribuito il nomen iuris ex art. 589 bis c.p. perché l'incidente è avvenuto in circostanze (zona urbana, prossimità di incrocio e attraversamento pedonale) che implicano violazione delle norme sulla circolazione stradale e guida non prudente; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione dell'art. 589 bis.
principio di specificità dei motivi di cassazione (giurisprudenza consolidata: es. Cass. 18-10-1995, Arra; Cass. 9-5-1990, Rizzi)
La Corte ha applicato il principio secondo cui il ricorso per cassazione deve indicare con precisione gli elementi di fatto e diritto posti a base delle censure; la genericità delle deduzioni rende la doglianza inammissibile quando non siano indicati gli atti o le evidenze che giustificherebbero l'alterazione della decisione impugnata.
Massime di principio
- In reati di omicidio stradale va valutata la situazione concreta (zona urbana, prossimità di incroci/strisce pedonali, velocità) per decidere tra art. 589 e art. 589 bis: la presenza di violazioni della disciplina della circolazione porta all'applicazione dell'art. 589 bis.
- Per ottenere derubricazione o qualifiche meno gravi occorre che la ricostruzione dei fatti prospettata sia supportata da elementi probatori chiari e indicati espressamente nel gravame; semplici affermazioni generiche non sono sufficienti.
- In cassazione le censure devono rispettare il requisito di specificità: bisogna indicare gli atti, le prove o gli elementi fattuali e le ragioni di diritto che si assumono vizianti la decisione; la mancata specificazione comporta l'inammissibilità.
- La motivazione della Corte d'Appello, quando descrive circostanze fatali rilevanti (ad es. vicinanza di attraversamenti pedonali e comportamento non prudente del conducente), è considerata idonea a sostenere l'attribuzione dell'art. 589 bis senza necessità di ulteriori precisazioni.
- La dichiarazione di inammissibilità in cassazione può comportare l'addebito delle spese e sanzioni pecuniarie (es. somma alla Cassa delle ammende) se il ricorso è ritenuto infondato o generico.
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