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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48303/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per il delitto di truffa in concorso, deducendo l'intervenuta estinzione del reato per remissione della querela presentata dalla persona offesa Carl Reinhold Reutersward e ritualmente accettata dai querelati; la difesa ha allegato il verbale del 12.6.2023 attestante la remissione e l'accettazione; non risultano aggravanti che rendano la procedibilità d'ufficio della fattispecie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione della querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e regolarmente accettata dai querelati. La Corte ha ritenuto inammissibile l'esame delle doglianze sul merito essendo sopravvenuta causa estintiva che deve essere dichiarata dal giudice di legittimità; ha inoltre disposto che i querelati siano condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 340 cod. pen.

Norme richiamate

  • Decreto-Legge 137/2020

    art. 23, comma 8, DL 137 del 2020

    Richiamato dalla Procura Generale nella requisitoria per richiedere l'annullamento senza rinvio; usato nell'ambito delle conclusioni sull'effetto estintivo sopravvenuto della querela in pendenza del ricorso.

  • Codice Penale

    Menziionato come aggravante della minorata difesa che, se contestata, renderebbe non remittibile il reato; nel caso è stato ritenuto che tale aggravante non sussisteva, anche se la truffa aveva elementi telematici.

  • Codice di Procedura Penale

    Applicato per disporre la condanna dei querelati al pagamento delle spese processuali conseguente all'estinzione del reato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    es. Cass. SS.UU., 25.2.2004, Chiasserini; Cass. Pen., 8.7.2014 n. 37.688, Gustinetti; Cass. Pen., 25.2.2019 n. 19.675, Crupi

    Principio consolidato che la remissione della querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e accettata dal querelato determina l'estinzione del reato, prevalendo su eventuali cause di inammissibilità del ricorso e estendendosi ai correi che non l'abbiano rifiutata; il giudice di legittimità deve rilevare e dichiarare la causa estintiva.

Massime di principio

  • La remissione della querela, se intervenuta prima della decisione di cassazione e ritualmente accettata dal querelato, estingue il reato e impone al giudice di legittimità di annullare la sentenza senza rinvio.
  • La remissione è efficace anche se presentata in pendenza del ricorso per cassazione: può prevalere su questioni processuali quali l'inammissibilità del ricorso, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto.
  • La remissione si estende ai correi che non l'abbiano espressamente rifiutata; chi voglia opporvisi deve farlo esplicitamente.
  • Non è possibile in sede di legittimità esaminare vizi di motivazione della sentenza impugnata quando è intervenuta una causa estintiva del reato, perché il giudice del rinvio sarebbe comunque tenuto a dichiarare l'estinzione.
  • Prima di considerare efficace la remissione, verificare sempre la presenza di aggravanti contestate (es. art. 61 n. 5 c.p.) che possano impedire la remissibilità e la successiva estinzione; se tali aggravanti non sono contestate, la remissione è normalmente valida.
  • Per provare l'avvenuta remissione in Cassazione è opportuno allegare documenti ufficiali (verbali, dichiarazioni rese all'autorità) che attestino sia la rimessione della querela da parte della persona offesa sia l'accettazione da parte del querelato.

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