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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24364/2024 del 20/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per vizio di motivazione e violazione dell'art. 56 c.p.: si lamenta che la sentenza ha affermato in modo contraddittorio che il ricorrente si era introdotto in casa e poi solo che si era affacciato alla portafinestra; si sostiene l'assenza di prova dell'ingresso, la mancanza di univocità degli atti diretti alla consumazione del furto e l'assenza di una situazione di pericolo concreto idonea a configurare il tentativo

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Appello. La motivazione: la corte territoriale non ha adeguatamente dimostrato che la condotta (al massimo un affacciarsi alla porta finestra) costituisse atti univoci e idonei a realizzare il furto; mancava inoltre una descrizione dello stato dei luoghi e degli elementi necessari per valutare l'accessibilità e la concreta pericolosità dell'azione

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen. (tentativo)

    Per il reato tentato è richiesto che gli atti iniziativi siano univoci e idonei, valutati ex ante, a realizzare il delitto; deve emergere che l'agente abbia definitivamente approntato il piano criminoso e iniziato la sua attuazione

  • art. 606, lett. b) e e) cod. proc. pen. (motivi di cassazione)

    Consente la impugnazione per vizio di motivazione e per travisamento della prova quando la motivazione non chiarisce fatti decisivi o è contraddittoria

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Stabilisce i limiti di enunciazione dei motivi nel ricorso per cassazione, cui il ricorrente si è attenuto

  • Giurisprudenza di legittimità citata (Sez. U e varie sezioni)

    Principi consolidati sull'univocità e sull'idoneità degli atti nel tentativo: gli atti vanno considerati per la loro natura e contesto e la loro idoneità valutata ex ante; la mancanza di adeguata motivazione su questi punti può determinare l'annullamento

Massime di principio

  • Per configurare il tentativo di furto in abitazione non basta un mero affacciarsi: occorrono atti esterni univoci e idonei a realizzare il reato.
  • L'idoneità degli atti va valutata ex ante, considerando lo stato dei luoghi e le modalità di accesso per capire se l'azione era effettivamente idonea a creare un pericolo concreto.
  • La motivazione deve descrivere lo stato dei luoghi e spiegare perché gli atti esterni manifestano un piano criminoso definitivamente approntato; la sua carenza può portare ad annullamento con rinvio.
  • In caso di dubbio ragionevole sull'avvenuto ingresso o sull'univocità della condotta, la qualificazione come tentativo è insostenibile.
  • Il ricorso per cassazione fondato su travisamento della prova o carenza motivazionale è efficace quando la corte territoriale non argomenta adeguatamente elementi decisivi come accessibilità, ostacoli e pericolo concreto.

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