Sentenza del 12/10/2018 n. 1334 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
ACCERTAMENTO IMPOSTE - IVA - Associazione Sportiva Dilettantistica - Hangaraggio - Attivitàcommerciale - Non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Amministrazione finanziaria aveva contestato la natura non commerciale dei corrispettivi percepiti dall'associazione per l'hangaraggio, il ricovero e la manutenzione dei velivoli appartenenti ai soci, recuperandoli a imposizione ai fini delle imposte dirette e dell'IVA. Secondo l'Ufficio, tali prestazioni costituivano attività commerciali, in particolare attività di deposito ai sensi dell'art. 148, comma 4, del DPR 917/1986. L'associazione sosteneva invece che i servizi fossero svolti esclusivamente nei confronti dei soci, in attuazione delle finalità istituzionali previste dallo statuto, e che ricovero e manutenzione fossero funzionali e necessari all'attività sportiva, didattica e promozionale di volo.
La decisione
La Commissione tributaria regionale ha accolto l'appello dell'associazione, riformando integralmente le sentenze di primo grado e annullando gli avvisi di accertamento limitatamente alle riprese ancora controverse relative ad hangaraggio e manutenzione. Ha ritenuto decisivo il collegamento concreto tra le prestazioni, la tipologia dei velivoli e le finalità statutarie dell'Aeroclub: poiché i velivoli appartenevano ai soci ed erano utilizzabili per le attività previste dallo statuto, il ricovero e la manutenzione costituivano attività istituzionali non commerciali. La sentenza europea relativa alle imbarcazioni da diporto non è stata ritenuta ostativa, poiché riguardava beni incompatibili con le finalità sportive dell'associazione esaminata. Le spese di entrambi i gradi sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
Art. 148, comma 3, DPR 917/1986 (TUIR)
Le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali nei confronti degli associati possono beneficiare del regime di decommercializzazione previsto dalla norma.
La norma è stata interpretata nel senso che le prestazioni rese da un'associazione ai propri soci non sono commerciali quando risultano direttamente connesse agli scopi istituzionali e sono concretamente funzionali alla loro realizzazione.
Art. 148, comma 4, DPR 917/1986 (TUIR)
L'Ufficio lo aveva richiamato per qualificare l'hangaraggio come attività di deposito commerciale. La Commissione ha escluso tale qualificazione perché, nel caso concreto, il ricovero dei velivoli era strumentale alle attività istituzionali dell'Aeroclub.
Art. 132, paragrafo 1, lettera m), Direttiva 2006/112/CE
La Corte di giustizia UE considera rilevante l'assenza di scopo lucrativo e richiede una valutazione caso per caso della connessione tra il servizio prestato e le finalità sportive dell'ente.
Sentenza Corte di giustizia UE 25 febbraio 2016, causa C-22/15
La decisione, relativa al ricovero e alla manutenzione di imbarcazioni, è stata letta nel senso che le prestazioni possono essere agevolate quando riguardano beni effettivamente destinati alle attività sportive dell'associazione; restano invece commerciali quando riguardano beni utilizzati esclusivamente per svago e non compatibili con gli scopi statutari.
Circolare MEF n. 124/E del 12 maggio 1998
È stata richiamata a sostegno della possibilità di considerare non commerciali le prestazioni rese dall'associazione ai propri soci quando direttamente collegate alle finalità istituzionali.
Circolare Agenzia delle Entrate n. 18/E
Le prestazioni di custodia dei beni affidati all'associazione possono considerarsi svolte in diretta attuazione degli scopi statutari se connaturate ed essenziali all'attività principale dell'ente.
La custodia o il ricovero di beni dei soci non è automaticamente commerciale: occorre verificare se il servizio sia essenziale e funzionale all'attività istituzionale concretamente svolta.
Massime di principio
- Per le associazioni sportive dilettantistiche, i corrispettivi versati dai soci non sono automaticamente commerciali: è necessario verificare il collegamento diretto tra la prestazione e gli scopi istituzionali previsti dallo statuto.
- Servizi accessori come custodia, ricovero, deposito o manutenzione possono mantenere natura istituzionale quando sono funzionali e necessari allo svolgimento dell'attività sportiva principale.
- La valutazione deve essere concreta e caso per caso, considerando lo statuto, la qualità dei destinatari, la tipologia dei beni e l'effettivo utilizzo degli stessi per le attività associative.
- Il fatto che il servizio sia remunerato con un corrispettivo specifico o sia svolto da personale dell'associazione non è decisivo per qualificarlo come commerciale; rilevano soprattutto lo scopo lucrativo e la connessione con le finalità istituzionali.
- La mera qualificazione formale di un servizio come deposito o manutenzione non basta a fondare la pretesa fiscale: l'Amministrazione deve dimostrare che l'attività sia estranea o eccedente rispetto agli scopi statutari.
- La presenza di beni utilizzati esclusivamente per finalità private o di svago, non compatibili con le attività sportive dell'associazione, può invece determinare la natura commerciale dei servizi di ricovero e manutenzione.
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