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Sentenza

Sentenza n. 1848/2026 - Firenze, Sezione 1

Giustizia amministrativa202503650

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto ministeriale di rigetto della domanda di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di una patologia oncologica e del conseguente equo indennizzo, fondato sul parere negativo del Comitato di verifica per le cause di servizio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (militare)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, luogotenente in quiescenza, aveva svolto dal 1987 mansioni di manutentore e componente di equipaggio su velivoli C130, anche in operazioni all’estero. La documentazione informativa attestava l’esposizione, durante il servizio, all’interno o nelle immediate vicinanze di strutture colpite da ordigni bellici e, occasionalmente, sottovento rispetto a zone colpite. Dopo la diagnosi, nel 2021, di carcinoma sarcomatoide con componente osteoblastica, trattato con cistectomia radicale, formazione di neovescica, asportazione di recidiva addominale e chemioterapia, il militare aveva chiesto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e l’equo indennizzo. La Commissione medica ospedaliera aveva ascritto la patologia alla quinta categoria della tabella A allegata alla legge n. 915/1978, mentre il Comitato di verifica aveva escluso la dipendenza dal servizio e il Ministero aveva respinto la domanda. Con il ricorso il militare ha impugnato il decreto e il parere presupposto, chiedendone l’annullamento e il riconoscimento dell’equo indennizzo, richiamando i principi affermati dall’Adunanza plenaria nelle sentenze nn. 14 e 15 del 2025. Dopo l’accoglimento della cautelare ai fini del riesame, l’Amministrazione ha rivalutato la posizione e accolto la domanda.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché gli atti sopravvenuti avevano integralmente soddisfatto la pretesa: a seguito del riesame conforme ai principi dell’Adunanza plenaria, il Comitato di verifica, con parere del 26 marzo 2026, ha riconosciuto la dipendenza della patologia dai fatti di servizio e il Ministero, con decreto del 26 maggio 2026, ha riconosciuto la dipendenza da causa di servizio e attribuito un equo indennizzo di € 17.890,09. Non è stata quindi resa una decisione di merito sulle censure rivolte al decreto originario. Le spese sono state poste a carico dell’Amministrazione, per € 3.000,00 oltre oneri e accessori di legge e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Tutto quanto sopra premesso e considerato, al collegio non rimane che dichiarare la cessazione della materia del contendere, risultando la pretesa di parte ricorrente integralmente soddisfatta per effetto degli atti sopravvenuti in corso di giudizio.

    La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, in corso di giudizio, gli atti sopravvenuti soddisfano integralmente la pretesa del ricorrente.

Massime di principio

  • La materia del contendere cessa quando, nel corso del giudizio, l’Amministrazione adotta atti che soddisfano integralmente la pretesa sostanziale azionata dal ricorrente.
  • Quando la controversia si conclude per effetto del soddisfacimento della pretesa durante il processo, le spese possono essere poste a carico dell’Amministrazione che ha reso necessario il ricorso per ottenere il riconoscimento richiesto.

Come è indicizzato

MaterieCausa di servizio ed equo indennizzoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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