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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37409/2024 del 10/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il riesame avverso il decreto di sequestro probatorio (26/07/2023) di un telefono cellulare, una SIM e un PC, per carenza di interesse in quanto i dispositivi erano stati restituiti dopo l'estrazione di una copia forense; contestazione della mancata esclusione della copia forense o della mancata indicazione di "chiavi di ricerca" (copia fine) per limitare il vincolo ai soli dati pertinenti; dedotte inoltre nullità per presunta violazione del contraddittorio e omissione di acquisizione di atti rilevanti (delega, notifica e verbale relativi alla copia forense). Sono state richiamate questioni di diritto alla riservatezza (art. 8 CEDU), principi costituzionali e giurisprudenza delle Sezioni Unite (Andreucci).

La decisione

La Corte ha respinto i motivi del ricorso. Ha ritenuto infondate le censure sulla violazione del contraddittorio perché la difesa non ha dimostrato di non avere avuto la disponibilità degli atti né indicato in che modo essi fossero rilevanti per la decisione. Quanto all'interesse concreto e attuale, la Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite (Andreucci) secondo il quale è ammissibile il ricorso in cassazione dopo la restituzione dei supporti solo se sia specificamente dedotto l'interesse concreto ed attuale all'esclusiva disponibilità dei dati; nel caso di specie il ricorrente si è limitato a censure generiche senza individuare i dati personali o non pertinenti e senza fornire elementi univoci idonei a dimostrare la lesione di interessi primari derivante dalla disponibilità della copia, per cui l'ammissibilità è stata negata e il ricorso dichiarato infondato. La Corte ha comunque precisato che il ricorrente può richiedere la restituzione parziale dei dati e potrà contestare l'utilizzo probatorio della copia forense quando essa venga effettivamente impiegata.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il giudizio di riesame sul sequestro; applicata per valutare l'ammissibilità e i profili di interesse dell'impugnazione.

  • art. 360 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'incarico al consulente tecnico per l'estrazione dei dati (copia forense) e all'avviso di esecuzione delle attività tecniche.

  • d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, art. 1 lett. p) (Codice dell'amministrazione digitale)

    documento informatico: il documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti

    Usata per delineare la nozione di documento informatico e per distinguere contenitore e contenuto ai fini del sequestro e della tutela degli interessi alla riservatezza.

  • Sentenza Sez. U. n. 40963 del 20/07/2017 (Andreucci)

    È ammissibile il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale del riesame di conferma del sequestro probatorio di un computer o di un supporto informatico, nel caso in cui ne risulti la restituzione previa estrazione di copia dei dati ivi contenuti, sempre che sia dedotto l'interesse, concreto e attuale, alla esclusiva disponibilità dei dati

    Principio guida: la mera restituzione fisica non elimina l'interesse se sussiste una lesione documentata dell'esclusiva disponibilità dei dati; tale interesse deve essere provato in modo specifico e non con generiche allegazioni.

  • art. 8 CEDU (richiamato)

    Richiamato rispetto alla protezione della vita privata e dei dati personali quale parametro di valutazione dell'interesse alla riservatezza e alla pertinenzialità/proporzionalità del sequestro.

  • legge n. 48/2008 (modifiche al codice penale e al codice di rito in materia informatica)

    Citata per mostrare l'evoluzione normativa che riconosce dati, informazioni e programmi nella loro dimensione fisica e le specifiche modalità di sequestro/estrazione dei dati informatici.

Massime di principio

  • Dopo la restituzione dei dispositivi, il ricorrente conserva interesse impugnatorio solo se dimostra in modo specifico e concreto l'interesse all'esclusiva disponibilità dei dati (non bastano censure generiche).
  • La difesa che invochi violazioni del diritto alla riservatezza deve indicare quali specifici dati personali o non pertinenti sono contenuti nella copia forense e spiegare perché la loro disponibilità esclusiva arrecherebbe una lesione attuale di diritti primari.
  • Per contestare il sequestro/copia forense è fondamentale produrre o indicare elementi documentali e fattuali (es.: esempi di dati non pertinenti, criteri di ricerca non applicati, danno concreto) già in sede di riesame; l'assenza di richiesta esplicita o di prova rende infondate le impugnazioni successive.
  • La mancata acquisizione nel fascicolo di atti relativi alle attività tecniche non determina automaticamente nullità: la rilevanza va specificata e va dimostrata anche la relativa indisponibilità da parte della difesa.
  • Strumenti pratici consigliati in situazioni analoghe: chiedere in sede di riesame l'adozione di "chiavi di ricerca" e la formazione di una copia fine contenente solo i dati pertinenti; documentare puntualmente quali categorie di dati si ritengono non pertinenti; depositare i verbali/atti tecnici o richiederne formalmente la produzione al giudice; prevedere istanze specifiche di restituzione parziale e monitorare l'eventuale utilizzo probatorio della copia per proporre censure successive.

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