Cassazione Penale, Sentenza n. 47362/2023 del 24/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano il decreto che aveva confermato la sorveglianza speciale nei confronti di Florjan Deda e la confisca di prevenzione di un immobile intestato ai congiunti. Con il primo motivo si censura la qualificazione della "pericolosità sociale" del proposto, lamentando che non si è tenuto adeguatamente conto del percorso rieducativo e del distacco da ambienti criminali nonostante i precedenti. Con il secondo motivo si contesta il giudizio di sproporzione economica e la conseguente confisca: i ricorrenti hanno prodotto documentazione sui redditi leciti (anche vincite di gioco) e la sussistenza di un mutuo bancario per l'acquisto, sostenendo la non fittizietà dell'intestazione e la legittima provenienza dei fondi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che la Corte d'appello, confermando il Tribunale, avesse ricostruito in modo coerente e motivato la carriera criminale ultraventennale di Florjan Deda, la continuità del comportamento delinquenziale e l'illecito arricchimento derivante da spaccio ed estorsioni. Sulla questione patrimoniale la Corte d'appello ha effettuato una ricostruzione analitica delle entrate e delle uscite del nucleo familiare, rilevando un saldo incompatibile con l'acquisto dell'immobile e la piena disponibilità dell'originario proposto. Le censure dei ricorrenti sono state ricondotte al merito e alla mera adeguatezza della motivazione, profili non sindacabili in Cassazione nel procedimento di prevenzione; quindi i ricorsi sono inammissibili. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro tremila ciascuno alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p. e parametri di equità indicati).
Norme richiamate
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice delle misure di prevenzione), art. 1, comma 1, lett. b) e c)
art. 1, comma 1, lett. b) e c.
La norma è stata applicata per accertare la pericolosità sociale del proposto sulla base del curriculum criminale e della continuità di condotte illecite: costituisce base legittima per la misura di sorveglianza speciale e per gli interventi patrimoniali di prevenzione
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, artt. 10 e 27
Stabiliscono il perimetro del sindacato in Cassazione nei procedimenti di prevenzione: il ricorso è ammesso solo per violazione di legge (sostanziale o processuale) e per motivazione inesistente o meramente apparente; pertanto non è consentito un riesame meramente di merito
codice di procedura penale, art. 616
Norma richiamata per la condanna alle spese processuali conseguente alla declaratoria di inammissibilità del ricorso
Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 2000
Giurisprudenza richiamata in relazione alla possibilità di irrogare sanzioni pecuniarie (versamento alla Cassa delle ammende) per impugnazioni ritenute irrituali o colpevoli
Massime di principio
- In materia di misure di prevenzione la Cassazione non riesamina i fatti nel merito: sono ammissibili i ricorsi soltanto per violazione di legge o per motivazione formalmente inesistente o apparente
- La pericolosità sociale ai fini preventivi può essere accertata sulla base della continuità e della gravità del curriculum criminoso anche se il soggetto afferma un percorso rieducativo; il giudice valuta la globalità delle risultanze e la persistenza del rischio
- La sproporzione tra redditi dichiarati e acquisti patrimoniali, con la prova della piena disponibilità del proposto sull'immobile, legittima la confisca di prevenzione se il giudice ritiene non provata la legittima provenienza dei fondi
- La mera produzione di documentazione attestante presunti redditi leciti (es. vincite di gioco) non è automaticamente sufficiente a escludere l'origine illecita: il giudice valuta l'ammontare, la coerenza e la prova concreta della disponibilità e della compatibilità economica
- L'intestazione a terzi non esclude la confisca di prevenzione quando emerga che l'effettiva disponibilità è del soggetto sospettato (valutazione della fittizietà dell'intestazione)
- Chi propone ricorso in Cassazione in materia di prevenzione deve concentrarsi su profili di illegittimità giuridica o su vizi gravi di motivazione; le doglianze di contenuto meramente probatorio o valutativo sono inammissibili
- Sono possibili sanzioni pecuniarie per impugnazioni ritenute irrituali o colpevoli; ciò impone prudenza nella formulazione di ricorsi manifestamente infondati
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