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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28514/2024 del 16/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la convalida del divieto di accesso a manifestazioni sportive e l'obbligo di presentazione personale per 5 anni. Deduce: (1) violazione del diritto al contraddittorio perché la convalida del G.I.P. è intervenuta prima del decorso del termine minimo di 48 ore dalla notifica del provvedimento questorile, comprimendo il tempo per depositare memorie difensive; (2) difetto di motivazione rispetto alla valutazione dei presupposti e alla congruità della durata della misura.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Pur riconoscendo che la convalida è stata adottata prima del termine di 48 ore, la Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia subito un concreto pregiudizio poiché non ha esercitato il diritto di presentare memorie difensive né ha dimostrato l'effettivo danno derivante dalla compressione del termine; quindi la nullità non è stata affermata. Sulla motivazione della durata, la Corte ha ritenuto congrua la misura in relazione alla pericolosità della condotta e ai precedenti provvedimenti Daspo del ricorrente (2014 e 2018). Il ricorso è rigettato e il ricorrente è condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • Principio giurisprudenziale sul termine di 48 ore

    Sez. 3, n. 6440 del 27/01/2016; Sez. 3, n. 15973 del 04/03/2020; Sez. 3, n. 20366 del 02/12/2020; Sez. 3, n. 12665 del 06/03/2018

    La giurisprudenza consolidata stabilisce che la convalida del provvedimento questorile impositivo dell'obbligo di presentazione non può intervenire prima del decorso di 48 ore dalla notifica, termine incomprimibile funzionale al contraddittorio; la violazione incide sul diritto di difesa e può comportare nullità se arreca pregiudizio.

  • Art. 178 cod. proc. pen., lett. c)

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla nullità; la Corte ha osservato che la mera violazione formale richiede la dimostrazione del concreto pregiudizio per produrre effetti annullatori.

  • Art. 182 cod. proc. pen.

    La Corte ha ricordato che la nullità non è automaticamente deducibile quando l'interessato non ha interesse concreto alla sua affermazione, ovvero non ha esercitato i rimedi difensivi e non ha provato il pregiudizio derivante dalla violazione.

Massime di principio

  • La convalida di un provvedimento questorile che impone obblighi (es. obbligo di presentazione) non può essere adottata prima del decorso di 48 ore dalla notifica: tale termine è necessario per garantire il contraddittorio cartolare.
  • La violazione del termine delle 48 ore può determinare la nullità del provvedimento di convalida, ma la nullità opera concretamente solo se il destinatario dimostra di aver subito un pregiudizio (ad es. avendo depositato memorie che non sono state valutate) o la concreta impossibilità di difendersi.
  • Se il destinatario non esercita il diritto di presentare memorie difensive o non dimostra l'incidenza della violazione sul suo diritto di difesa, il giudice di legittimità può ritenere la violazione priva di effetti annullatori (violazione 'infruttifera').
  • Sulla durata di misure impositive come l'obbligo di presentazione, il giudice deve motivare la congruità; tuttavia può ritenere legittima una durata più lunga quando sussistono elementi di pericolosità della condotta e precedenti provvedimenti simili.
  • Il pubblico ministero può chiedere l'annullamento limitato di parti del provvedimento (es. eliminazione dell'obbligo di presentazione), ma la concessione dipende dalla valutazione del pregiudizio e dalla fondatezza delle censure.

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