Cassazione Penale, Ordinanza n. 20023/2026 del 01/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che il motivo fosse generico e non si confrontasse specificamente con le argomentazioni della sentenza di appello sul dolo. Conseguentemente, ha dato atto che all'inammissibilità seguono le pronunce previste dall'art. 616 c.p.p.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Catania che lo aveva condannato per lesioni. L'unica doglianza dedotta riguardava l'elemento soggettivo del reato, sostenendosi l'insussistenza del dolo in relazione alle lesioni ascritte. La Corte di cassazione ha rilevato che tale censura non si confrontava in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata, limitandosi a riproporre criticità già esaminate e disattese nei giudizi di merito.
Norme richiamate
art. 616 c.p.p.
all'inammissibilità del ricorso conseguono le statuizioni previste dalla norma
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando il motivo dedotto non si confronta specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata e si limita a riproporre censure già esaminate e disattese nei giudizi di merito.
- La contestazione dell'elemento soggettivo del reato richiede un confronto puntuale con le argomentazioni della decisione impugnata; in difetto, la doglianza è priva di specificità.
- La motivazione della sentenza di merito è insindacabile in cassazione quando risulti coerente, logicamente non contraddittoria e fondata sulle emergenze acquisite, salvo che il ricorso individui reali vizi di legittimità.
- L'inammissibilità del ricorso determina l'applicazione delle conseguenze processuali previste dall'art. 616 c.p.p.
Come è indicizzato
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