Sentenza n. 13029/2026 - Roma, Sezione 1
per l’esecuzione - della sentenza del Tribunale di Roma n. 1870/2022, pubblicata in data 20 dicembre 2022, non appellata nei termini di legge, esecutiva; - della sentenza del Tribunale di Roma n. 12506/2023, pubblicata in data 1° settembre 2023, non appellata, esecutiva
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Mancata esecuzione, da parte di Roma Capitale, di due sentenze esecutive del Tribunale di Roma recanti condanne al pagamento di somme per rette di degenza e di ricovero di minori
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore privato)
Prevale il privato
La controversia
La società ricorrente ha chiesto l’esecuzione delle sentenze del Tribunale di Roma n. 1870/2022 e n. 12506/2023, entrambe non appellate e quindi esecutive. La prima aveva confermato un decreto ingiuntivo per il pagamento di euro 24.544,00, a titolo di rimborso di rette di degenza relative all’anno 2013; la seconda aveva condannato Roma Capitale al pagamento di euro 10.641,00, oltre interessi legali, per rette di ricovero di minori in casa-famiglia. La ricorrente ha dedotto il mancato pagamento delle somme, complessivamente pari a euro 35.185,00 oltre interessi, nonché degli oneri fiscali indicati, nonostante la notificazione dei titoli in formula esecutiva e il decorso del termine di 120 giorni. Ha chiesto anche la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento. Roma Capitale ha depositato una nota dalla quale risultava soltanto l’avvio dell’iter amministrativo per il riconoscimento del debito fuori bilancio e una richiesta di accantonamento sul fondo pluriennale: tali attività non attestavano l’avvenuto adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che Roma Capitale non aveva dato piena esecuzione ai due titoli giudiziari. Il mero avvio dell’iter amministrativo per il riconoscimento del debito fuori bilancio e la richiesta di accantonamento delle somme non sono stati ritenuti idonei a soddisfare l’obbligo di pagamento derivante dalle sentenze. Roma Capitale è stata condannata, nella persona del Sindaco pro tempore, a eseguire il giudicato mediante il pagamento delle somme indicate nei titoli entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza. La nomina del commissario ad acta è stata riservata a una successiva istanza, qualora l’inadempimento dovesse persistere. Il Comune è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 1.500,00, oltre contributo unificato se versato, spese generali, IVA e CPA.
Norme richiamate
art. 112 c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza è stato utilizzato per ottenere l’esecuzione delle sentenze civili esecutive nei confronti dell’amministrazione inadempiente.
art. 114 c.p.a.
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza e ha ordinato all’amministrazione di dare esecuzione ai titoli giudiziari entro un termine assegnato, riservando la nomina del commissario ad acta in caso di persistente inadempimento.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, la pubblica amministrazione deve dare piena e integrale esecuzione alle sentenze civili esecutive che impongono il pagamento di somme, anche quando il credito richieda adempimenti contabili o il riconoscimento di un debito fuori bilancio.
- L’avvio dell’iter amministrativo per il riconoscimento di un debito fuori bilancio e la richiesta di accantonamento delle somme non equivalgono all’esecuzione del titolo giudiziario, se non sono seguiti dal pagamento delle somme dovute.
- In presenza di un’obbligazione pecuniaria definitivamente accertata da un titolo esecutivo, il giudice dell’ottemperanza può assegnare all’amministrazione un termine per adempiere e riservare la nomina di un commissario ad acta a una successiva istanza in caso di persistente inadempimento.
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