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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30711/2022 del 04/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente, titolare del 90% delle quote di CAM srl, chiede la dichiarazione di inefficacia del sequestro preventivo delle quote disposto il 30/09/2020 nell'ambito di un'indagine che ha riguardato, tra gli altri, il coniuge Accarino Francesco, procedimento poi conclusosi con l'assoluzione di Accarino. Sostiene che il sequestro era stato disposto nei confronti di altri soggetti (non nei suoi confronti) e quindi, in qualità di terza interessata, ha richiesto la restituzione delle quote ai sensi dell'art. 323 cod.proc.pen.; impugna l'inammissibilità di tale richiesta sostenendo che il Tribunale avrebbe omesso di dichiarare l'inefficacia del sequestro dopo l'assoluzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancata conferimento della procura speciale al difensore (art. 100 cod.proc.pen.). Pur ritenendo corretta la qualificazione della ricorrente come terza interessata e ammettendo che la richiesta di restituzione poteva essere proposta, la Corte ha escluso l'esame del merito per l'inosservanza delle forme di rappresentanza processuale. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 323 cod.proc.pen.

    Norma che disciplina l'inefficacia del sequestro a seguito di proscioglimento/assoluzione; la Corte riconosce il diritto sostanziale della terza alla restituzione ma segnala che l'esercizio processuale di tale diritto richiede il rispetto delle forme difensive previste per i terzi.

  • art. 100 cod.proc.pen.

    Va conferita procura speciale al difensore da parte del terzo interessato alla restituzione dei beni per proporre ricorso per cassazione avverso provvedimenti in materia di misure cautelari reali; la mancata procura speciale rende il ricorso inammissibile.

  • art. 322 bis cod.proc.pen.

    Attribuisce al Tribunale del riesame la funzione di giudice cautelare per gli appelli in materia di misure cautelari; citato come norma di riferimento per il procedimento di merito implicato.

  • art. 606 comma 1 lett. b) ed e) cod.proc.pen.

    Motivi di cassazione dedotti dalla ricorrente (violazione di legge e vizio di motivazione); non sono stati esaminati per l'inammissibilità processuale del ricorso.

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede le conseguenze economiche della dichiarazione di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare la ricorrente alle spese e al versamento alla Cassa delle Ammende.

Massime di principio

  • Il terzo interessato alla restituzione di beni sequestrati (non essendo indagato nel procedimento originario) ha diritto sostanziale alla dichiarazione di inefficacia del sequestro in caso di proscioglimento/assoluzione, ma deve rispettare le forme processuali previste per i terzi.
  • Per proporre impugnazioni cautelari e ricorsi in Cassazione contro provvedimenti su misure cautelari reali, il terzo deve conferire al difensore una procura speciale nelle forme dell'art. 100 c.p.p.; la sua assenza comporta inammissibilità automatica.
  • La qualifica sostanziale (terzo vs indagato/imputato) nel procedimento in cui è stato disposto il sequestro è decisiva per stabilire gli oneri di rappresentanza: l'indagato/imputato può stare in giudizio tramite difensore senza procura speciale, il terzo no.
  • La trasformazione della posizione processuale in un procedimento separato (es. successiva iscrizione come indagato) non retroagisce a sanare la carenza di procura speciale relativa agli atti compiuti nel procedimento in cui si agisce come terzo.
  • La mancata osservanza dei requisiti formali di rappresentanza processuale è una questione di ammissibilità che impedisce l'esame del merito e comporta conseguenze economiche (spese e ammende).

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