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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13965/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il P.M. impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame di Pescara che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo relativo a 10 impianti fotovoltaici e alla somma fino a euro 24.037.988,59. Il P.M. sosteneva che il Tribunale avesse errato nel ritenere insussistente la gravità indiziaria (fumus) del reato di frode (art. 640-bis c.p.) e la responsabilità amministrativa delle società ai sensi del D.Lgs. n.231/2001. In particolare, il P.M. aveva dedotto che gli indagati avrebbero dolosamente frazionato un unico impianto di potenza superiore a 1 MW in più impianti sotto la soglia di 1 MW (istanze presentate nello stesso giorno, terreni contigui intestati alla medesima società, coincidenza dei soci e date di costituzione delle società), al fine di accedere alla procedura regionale semplificata e beneficiare di incentivi economici, fattispecie che a suo avviso integrava il requisito della gravità indiziaria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del P.M. inammissibile per carenza di interesse. La decisione si è basata sul principio che, nell'impugnazione proposta dal P.M. avverso l'annullamento di un sequestro preventivo in materia di cautela reale, non è sufficiente censurare solo il fumus del reato: il ricorrente pubblico deve anche rappresentare e documentare l'attualità e concretezza del periculum in mora (il rischio che l'intervento cautelare diventi inutile in assenza di tutela), perché l'interesse all'impugnazione è collegato alla possibilità di ottenere il ripristino della misura cautelare. Nel caso di specie il P.M. non aveva fornito elementi sul pericolo della tardività dell'intervento, limitandosi a contestare il giudizio sulla gravità indiziaria; perciò la Corte non ha potuto valutare l'interesse ad impugnare e ha dichiarato il ricorso inammissibile.

Norme richiamate

  • D.L. n.137/2020, art. 23, comma 8

    Richiamata in relazione al fatto che il ricorso è stato trattato con contraddittorio scritto; disciplina procedurale che legittima il contraddittorio scritto nelle impugnazioni

  • art. 640-bis cod. pen.

    Norma che definisce la frode in materia di incentivi o agevolazioni pubbliche: è il reato contestato agli indagati e sul quale si è discusso il requisito del fumus delicti

  • D.Lgs. n.231/2001, artt. 5-24

    Richiama la responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi nel loro interesse o vantaggio; le società erano contestate per la responsabilità derivata collegata al reato penale

  • artt. 568, comma 4 e 591, comma 1, lett. A, cod. proc. pen.

    Norme richiamate in relazione al principio dell'interesse dell'impugnante: il ricorso dev'essere proposto da chi abbia un interesse concreto e attuale ad impugnare, pena l'inammissibilità

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma sulla presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari per taluni reati: la Corte osserva che, per reati soggetti a tale presunzione, può risultare implicitamente sussistente il pericolo cautelare, ma non è il caso generale

  • art. 299 cod. proc. pen.

    Norma che impone il controllo costante delle esigenze cautelari nel tempo; la Corte la cita per spiegare che il periculum può variare e va dimostrato concretamente dal ricorrente

  • art. 321 e art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamate come disposizioni del codice di procedura penale rilevanti per le fasi istruttorie e cautelari (procedimenti incidentali e provvedimenti del G.I.P. e del riesame); nel contesto, riferite alla corretta applicazione delle norme processuali nella valutazione dei provvedimenti cautelari

Massime di principio

  • Quando il P.M. impugna in Cassazione l'annullamento di una misura cautelare reale, non è sufficiente censurare solo la valutazione sul fumus del reato: deve altresì rappresentare e documentare l'attualità e concretezza del periculum in mora, pena l'inammissibilità del ricorso per carenza di interesse.
  • Il requisito dell'interesse per il P.M. è funzionale e utilitaristico: occorre che l'impugnazione persegua un risultato pratico (ad es. il ripristino della misura cautelare) e non un mero scrutinio astratto di legittimità.
  • Il pericolo della tardività dell'intervento cautelare (periculum) è elemento variabile nel tempo e richiede prova o argomentazione adeguata da parte del ricorrente pubblico, anche quando il provvedimento del riesame abbia trattato prioritariamente il fumus.
  • Nei casi di frazionamento di impianti o operazioni societarie finalizzate a eludere procedure autorizzatorie e ottenere incentivi, l'insieme di elementi come presenta contemporanea delle istanze, contiguità dei terreni, identità dei titolari/soci e coincidenza temporale delle società può costituire indizio rilevante per la gravità indiziaria; tuttavia, l'apprezzamento rimane rimesso al giudice del merito e deve essere adeguatamente motivato.
  • Per reati per i quali opera la presunzione di esigenze cautelari di cui all'art. 275, comma 3, cod. proc. pen., l'onere probatorio sul periculum può essere alleggerito, ma il P.M. deve comunque assumere e rappresentare argomenti che rendano concreto il rischio di inutilità dell'intervento cautelare.
  • In linea pratica, prima di proporre ricorso in Cassazione contro l'annullamento di un sequestro preventivo, il P.M. dovrebbe: a) documentare sia fumus che periculum; b) aggiornare gli elementi fattuali intervenuti dopo il provvedimento impugnato; c) indicare espressamente come il ripristino della misura sia necessario per le finalità cautelari perseguite.

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