Sentenza n. 191/2026 - Perugia, Sezione 1
per l'annullamento - del Decreto del Comune di Terni n. 144414 datato 30.08.2024, notificato in data 12 settembre 2024 per l’acquisizione patrimonio indisponibile del Comune di Terni, ai sensi e per gli effetti dell’art. 42 bis del D.P.R. 327/2001, della porzione di terreno, di proprietà della società odierna ricorrente, sito in località Ponte Le Cave - zona Maratta – lungo Via del Maglio censito al Catasto Terreni del Comune di Terni al foglio n. 84, particelle n. 1069 e n. 1023 per una superficie complessiva di 1.166 mq cosi suddivisa: a. particella 1069 (ex 1024/p), superficie 971 mq. b. particella 1023, superficie 195 mq. ed ha escluso dal provvedimento la particella 1025; - della Deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Terni n. 143 del 12.07.2024, pubblicata in data 17.07.2024), con la quale è stata decisa l’acquisizione patrimonio indisponibile del Comune di Terni, ai sensi e per gli effetti dell’art. 42 bis del D.P.R. 327/2001, della porzione di terreno, di proprietà della società odierna ricorrente, sito in località Ponte Le Cave - zona Maratta – lungo Via del Maglio censito al Catasto Terreni del Comune di Terni al foglio n. 84, particelle n. 1069 e n. 1023 per una superficie complessiva di 1.166 mq cosi suddivisa: a. particella 1069 (ex 1024/p), superficie 971 mq. b. particella 1023, superficie 195 mq. ed ha escluso dal provvedimento la particella 1025; - di ogni altro atto presupposto, conseguente e/o, comunque connesso;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto comunale di acquisizione al patrimonio indisponibile ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, nonché la deliberazione consiliare presupposta
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società proprietaria del terreno e il suo liquidatore hanno impugnato il decreto del Comune di Terni con cui era stata disposta, ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001, l’acquisizione al patrimonio indisponibile comunale di due particelle catastali, per complessivi 1.166 mq, nonché la deliberazione consiliare presupposta. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità e l’infondatezza del ricorso. Nel corso del giudizio la parte ricorrente ha chiesto dichiararsi l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, rappresentando che, nel giudizio civile sull’opposizione all’indennità di stima pendente dinanzi alla Corte d’appello di Perugia, era in corso una consulenza tecnica d’ufficio sulla congruità della stima.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della parte ricorrente collegata alla pendenza del giudizio civile sull’indennità di stima e all’espletamento della CTU sulla congruità della stima. Non sono stati esaminati nel merito i motivi di impugnazione né le eccezioni di inammissibilità e infondatezza del Comune. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell’esito del giudizio.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
La disposizione è indicata quale base normativa del decreto comunale di acquisizione al patrimonio indisponibile del bene privato; la sentenza non ne esamina nel merito i presupposti applicativi.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito determina l’improcedibilità del ricorso amministrativo, senza necessità di esaminare i motivi di impugnazione e le eccezioni di merito o rito non assorbenti.
- La pendenza di un giudizio civile sull’opposizione all’indennità di stima e l’espletamento, in quel giudizio, di una consulenza tecnica sulla congruità della stima possono essere posti dalla parte ricorrente a fondamento della richiesta di dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, quando il giudice amministrativo ne prenda atto e dichiari il ricorso improcedibile.
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