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Sentenza

Sentenza del 05/06/2015 n. 11655 - Corte di Cassazione

Non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava l'imposta regionale sulle concessioni statali relativa allo sfruttamento di risorse geotermiche per gli anni 1998-2002. Enel contestava l'esistenza del presupposto impositivo, sostenendo che, dopo il trasferimento delle funzioni alle Regioni, le concessioni fossero divenute regionali; contestava inoltre la rivalutazione dei canoni geotermici utilizzati per determinare la base imponibile e l'applicazione delle sanzioni. La Regione contestava invece la prescrizione delle annualità 1998 e 1999 e l'annullamento delle sanzioni disposto dalla CTR.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto sia il ricorso principale della Regione sia quello incidentale di Enel. È rimasta quindi ferma la decisione della CTR: le pretese relative agli anni 1998 e 1999 sono prescritte; le sanzioni sono annullate per omessa motivazione specifica degli avvisi in presenza di obiettiva incertezza; sono invece legittime l'imposta relativa agli anni 2000-2002, l'individuazione del presupposto impositivo e la rivalutazione dei canoni geotermici. La Corte ha chiarito che l'imposta dipende dall'uso o dall'occupazione di beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dello Stato, non dall'identità dell'autorità che rilascia formalmente la concessione. Le spese sono state integralmente compensate per reciproca soccombenza.

Norme richiamate

  • Legge 16 maggio 1970, n. 281, art. 2

    L'imposta sulle concessioni statali si applica alle concessioni per l'occupazione e l'uso di beni del demanio e del patrimonio indisponibile dello Stato siti nel territorio della Regione.

    Il presupposto dell'imposta è costituito dall'occupazione o dall'uso assentiti di beni demaniali o del patrimonio indisponibile dello Stato, indipendentemente dall'autorità che rilascia la concessione.

  • Legge regionale Toscana 30 dicembre 1971, n. 2, artt. 1 e 8

    L'imponibile è determinato in relazione al canone di concessione; l'art. 8 disciplina i termini di prescrizione.

    La legge regionale individua la base imponibile nel canone concessorio e prevede il termine prescrizionale applicabile alle pretese tributarie; nel caso concreto la CTR ha ritenuto prescritte le annualità 1998 e 1999.

  • D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, art. 34, commi 1 e 5

    Il trasferimento alle Regioni delle funzioni relative al rilascio delle concessioni geotermiche e la devoluzione dei canoni non eliminano la natura statale dei beni né il presupposto dell'imposta.

  • D.L. 27 aprile 1990, n. 90, art. 12, comma 5, convertito dalla legge n. 165 del 1990

    Prevede la rideterminazione e l'aumento dei canoni dovuti per l'utilizzazione di beni immobili del demanio o del patrimonio dello Stato, salvo specifiche esclusioni non riferibili alle concessioni geotermiche.

  • D.M. 2 marzo 1998, n. 258, art. 6

    Tutti i canoni annui, proventi e diritti erariali comunque dovuti per l'utilizzazione di beni del patrimonio disponibile, indisponibile e del demanio pubblico dello Stato [...] vanno moltiplicati.

    La disposizione è stata ritenuta applicabile anche ai canoni delle concessioni geotermiche, in quanto riferita in termini generali ai beni demaniali e patrimoniali dello Stato.

  • Legge 24 dicembre 1993, n. 537, art. 10, comma 2, e legge 23 dicembre 1994, n. 724, art. 32, comma 1

    Consentono l'adeguamento annuale dei canoni di concessione di beni pubblici secondo criteri quali variazione dei prezzi, confronto con altri canoni e domanda effettiva o potenziale; tali criteri si applicano anche alle concessioni geotermiche.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 6; legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 10; D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 8

    Le sanzioni tributarie possono essere escluse in presenza di obiettive condizioni di incertezza, ma nel caso concreto gli avvisi sono stati annullati non direttamente per tale esimente, bensì per la mancanza di una motivazione specifica sull'incertezza relativa all'an e al quantum dell'imposta.

  • Codice di procedura civile, artt. 112, 360, 366-bis e 384

    La Corte ha dichiarato inammissibili o infondati diversi motivi per formulazione astratta dei quesiti, errata deduzione di vizi di motivazione giuridica e mancata trascrizione dei documenti rilevanti; il giudice di legittimità può correggere o integrare la motivazione giuridica quando il dispositivo è conforme a diritto.

Massime di principio

  • Per stabilire se un'imposta sulle concessioni statali è dovuta, occorre verificare principalmente la natura pubblica del bene e l'effettivo uso o occupazione autorizzati, non soltanto quale autorità abbia rilasciato la concessione.
  • Il trasferimento di funzioni amministrative e dei canoni alle Regioni non trasforma automaticamente il bene demaniale statale in bene regionale e non elimina, da solo, il presupposto dell'imposizione.
  • Quando la base imponibile dipende da un canone concessorio, le norme generali di rivalutazione dei canoni demaniali o patrimoniali si applicano anche a concessioni speciali, salvo un'espressa esclusione normativa.
  • La prescrizione deve essere individuata in base alla natura concreta dell'attività esercitata dall'amministrazione e alla specifica disciplina regionale; è essenziale distinguere tra accertamento del tributo e riscossione di un tributo già accertato.
  • In presenza di obiettiva incertezza normativa su esistenza o misura del tributo, gli atti sanzionatori devono fornire una motivazione specifica sulle ragioni per cui l'incertezza non sarebbe rilevante; una motivazione generica può comportare l'annullamento delle sanzioni.
  • Nel ricorso per cassazione i motivi devono confrontarsi puntualmente con la motivazione della sentenza impugnata e indicare correttamente il vizio denunciato; quesiti formulati come interrogativi astratti o riferimenti documentali non trascritti possono determinare l'inammissibilità.

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