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Sentenza

Sentenza del 05/06/2015 n. 65 - Comm. Trib. II grado di Bolzano

Elusione fiscale - Imposta di registro - Preliminare di compravendita immobiliare per persona da nominare - Promissario acquirente società immobiliare - Al definitivo designato acquirente il legale rappresentante della società in proprio - Successiva vendita da questi a terzi con restituzione alla società della caparra dalla stessa versata- Indizi di elusività - Insufficienza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Amministrazione finanziaria ha contestato come elusiva un'operazione composta da un preliminare di compravendita immobiliare stipulato da una società immobiliare per persona da nominare, con versamento della caparra, dalla successiva designazione del legale rappresentante quale acquirente nel contratto definitivo e dalla rivendita dell'immobile a terzi da parte di quest'ultimo, con restituzione alla società della caparra versata. Secondo l'Amministrazione, la struttura dell'operazione avrebbe avuto lo scopo di aggirare il regime ordinario di determinazione della base imponibile dell'imposta di registro e di fruire indebitamente della regola del prezzo-valore prevista dall'articolo 1, comma 497, della legge n. 266/1995.

La decisione

La contestazione è stata respinta. La sequenza contrattuale, pur presentando elementi potenzialmente indicativi di un intento elusivo, non è stata ritenuta di per sé sufficiente a dimostrare l'elusione fiscale o l'indebita fruizione del regime del prezzo-valore. Il preliminare per persona da nominare e la successiva designazione del legale rappresentante sono strumenti previsti dagli articoli 1401 e 1404 del codice civile e non consentono, in assenza di ulteriori elementi concreti, di disconoscere gli effetti fiscali dell'operazione. È stata quindi confermata l'applicabilità del regime agevolato e non è stata riconosciuta la pretesa dell'Amministrazione finanziaria.

Norme richiamate

  • Articolo 43 della legge di registro

    Disciplina la determinazione della base imponibile dell'imposta di registro per gli atti soggetti a registrazione. La norma rileva per stabilire il criterio ordinario di tassazione della compravendita immobiliare.

  • Articolo 1, comma 497, della legge n. 266/1995

    Prevede, per determinate cessioni immobiliari a favore di persone fisiche, la possibilità di determinare la base imponibile dell'imposta di registro mediante il criterio del prezzo-valore, fondato sul valore catastale anziché sul corrispettivo effettivo. Nel caso esaminato non è stata ritenuta dimostrata un'indebita elusione di tale regime.

  • Articolo 1401 del codice civile

    Consente a una parte di riservarsi la facoltà di nominare successivamente la persona che acquisterà i diritti e assumerà gli obblighi derivanti dal contratto. Il ricorso a tale schema contrattuale non è, da solo, indice di elusione fiscale.

  • Articolo 1404 del codice civile

    Disciplina gli effetti della nomina del terzo nel contratto per persona da nominare. La designazione del legale rappresentante come acquirente nel definitivo può quindi produrre ordinariamente gli effetti civilistici previsti dalla norma, salvo prova concreta dell'abuso dello schema negoziale.

Massime di principio

  • La mera complessità o articolazione di una sequenza negoziale non dimostra, da sola, l'elusione fiscale: occorrono elementi concreti che provino l'assenza di sostanza economica o l'uso distorto degli strumenti giuridici.
  • Un preliminare per persona da nominare è uno strumento civilistico legittimo e la successiva designazione del terzo non può essere automaticamente riqualificata come operazione elusiva.
  • La restituzione della caparra o dei costi sostenuti tra soggetti collegati può costituire un indizio, ma deve essere valutata insieme ad altri elementi e non è sufficiente isolatamente a negare un regime fiscale agevolato.
  • Per disconoscere il criterio del prezzo-valore l'Amministrazione deve dimostrare in modo specifico che i requisiti normativi non sussistono oppure che l'operazione è stata costruita artificiosamente per ottenere un vantaggio fiscale indebito.
  • In situazioni analoghe è essenziale distinguere tra risparmio d'imposta legittimo, ottenuto mediante strumenti previsti dalla legge, e abuso del diritto, che richiede una combinazione di vantaggio fiscale indebito, assenza di valide ragioni economiche e uso formalmente corretto ma sostanzialmente distorto delle norme.

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