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Sentenza

Sentenza del 05/06/2015 n. 147 - Comm. Trib. Prov. Pordenone

Contributo Unificato Tributario - Irrogazione sanzioni - Sequestropreventivo dei beni mobili e immobili - causa di non punibilità per "incapacità economica di provvedere"- prova di aver usato tutta la ordinaria diligenza possibile nel rimuoverel'ostacolo - Necessità. Testo non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato gli atti di irrogazione delle sanzioni relative all'omesso versamento del Contributo Unificato Tributario dovuto per due precedenti ricorsi. Ha sostenuto che il mancato pagamento non fosse volontario, ma dipendesse dall'incapacità economica di provvedere, causata dal sequestro preventivo dei beni mobili e immobili disposto dal Tribunale di Pordenone. Ha invocato la causa di non punibilità prevista dall'art. 6, comma 4, del d.lgs. n. 472/1997.

La decisione

La Commissione ha respinto il ricorso, ritenendo che la causa di non punibilità operi soltanto in presenza di eventi eccezionali tali da determinare necessariamente ed evidentemente la violazione. La semplice mancanza di liquidità, anche se collegata al sequestro preventivo dei beni, non è stata ritenuta sufficiente. Il contribuente avrebbe dovuto dimostrare di aver adottato tutta l'ordinaria diligenza possibile per superare l'impedimento e adempiere all'obbligazione tributaria. Il sequestro non è stato qualificato come causa di forza maggiore idonea a escludere le sanzioni. Le spese sono state compensate per la difficoltà interpretativa della norma.

Norme richiamate

  • Art. 6, comma 4, del d.lgs. n. 472/1997

    La causa di non punibilità è applicabile solo quando eventi eccezionali rendano necessaria ed evidente la condotta omissiva. La mera illiquidità o difficoltà economica non è sufficiente: il contribuente deve provare di aver utilizzato tutta l'ordinaria diligenza possibile per rimuovere l'ostacolo e adempiere.

Massime di principio

  • La difficoltà economica o la mancanza di liquidità, anche se derivante dal sequestro di beni, non esclude automaticamente la responsabilità per l'omesso pagamento di tributi o contributi.
  • Per ottenere la non applicazione delle sanzioni occorre dimostrare concretamente un evento eccezionale e inevitabile, oltre ad aver adottato ogni iniziativa ragionevole per reperire le somme o superare l'impedimento.
  • Il sequestro preventivo dei beni non costituisce di per sé una causa di forza maggiore: devono essere provate sia l'effettiva impossibilità di pagamento sia l'assenza di alternative praticabili.
  • L'onere della prova della causa di non punibilità grava sul contribuente che la invoca; una generica affermazione di incapacità economica normalmente non è sufficiente.
  • In situazioni analoghe, è opportuno documentare la situazione finanziaria, le iniziative intraprese per ottenere liquidità, l'eventuale richiesta di rateizzazione o dilazione e ogni altra condotta diligente finalizzata all'adempimento.

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