Sentenza n. 215/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della domanda di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato il diniego adottato dalla Questura di Brescia il 18 ottobre 2022, notificato il 5 novembre 2022, relativo all'istanza di rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro presentata dopo la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Dal testo non emergono specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha dichiarato il venir meno dell'interesse alla decisione poiché aveva ottenuto un nuovo permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, chiedendo la definizione del giudizio senza addebito di spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ritenendo che l'ottenimento del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo avesse fatto venir meno l'interesse del ricorrente all'annullamento del precedente diniego. Il Collegio ha precisato che la qualificazione corretta non era l'inammissibilità richiesta dal ricorrente, bensì l'improcedibilità ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a. Le spese sono state compensate, considerata la richiesta del ricorrente e la costituzione meramente formale dell'Amministrazione, che non aveva svolto difese.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base processuale per la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli ulteriori dati identificativi del ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente ottiene un provvedimento o una situazione giuridica che elimina l'utilità concreta dell'annullamento dell'atto impugnato, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, e non inammissibile.
- La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata sulla base della dichiarazione del ricorrente e dell'accertamento che l'interesse concreto e attuale alla decisione è venuto meno.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando il ricorrente la richieda e l'amministrazione resistente si sia costituita soltanto formalmente, senza svolgere difese.
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