Cassazione Civile, Ordinanza n. 27108/2021 del 06/10/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente (congiunti)
La controversia
La controversia nasce dal decesso di un giovane lavoratore avvenuto mentre si trovava sul tetto di un capannone per sostituire alcune lastre di cemento: camminando su un lucernario, cadeva all'interno del magazzino da circa 8 metri. I congiunti del defunto hanno chiesto il risarcimento del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale nei confronti della società proprietaria/gestore del capannone e di un altro soggetto coinvolto; la Corte d'appello ha accolto l'impugnazione degli attori e ha aumentato il risarcimento liquidato in primo grado. La società ha proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: 1) omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360, n. 5, c.p.c.; 2) violazione dell'art. 2697 c.c.; 3) violazione degli artt. 1226, 2056 e 2729 c.c., contestando la prova del danno e l'uso di presunzioni; 4) violazione dell'art. 115 c.p.c. In sostanza, la ricorrente mirava a una diversa valutazione delle prove e dell'accertamento del danno non patrimoniale, sostenendo che la Corte territoriale avesse errato nel ritenere provato il vincolo affettivo e nel riconoscere la propria responsabilità.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili le censure perché formulate senza il rispetto dellార్ట. 366, comma 1, n. 6, c.p.c., con riferimento ad atti e documenti non adeguatamente riprodotti e localizzati nel fascicolo, e perché, sotto l'apparente deduzione di violazioni di legge e vizio motivazionale, tendevano in realtà a sollecitare una rivalutazione del merito e delle prove, preclusa in sede di legittimità. La Corte ha inoltre osservato che la Corte d'appello aveva correttamente applicato l'art. 2051 c.c., ravvisando la responsabilità del custode salvo prova liberatoria del fortuito, e che aveva legittimamente desunto, anche tramite presunzioni semplici e dalle risultanze del procedimento penale, l'esistenza del legame familiare e affettivo ai fini della liquidazione del danno da perdita del congiunto. La ricorrente è stata condannata alle spese di cassazione in favore dei controricorrenti.
Norme richiamate
art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.
Il ricorso è inammissibile se richiama atti e documenti senza riprodurli adeguatamente e senza indicarne specificamente la collocazione nel fascicolo, in modo da consentirne l'esame in cassazione.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
Il vizio deducibile è solo l'omesso esame di un fatto storico decisivo oggetto di discussione tra le parti, non già l'omessa o errata valutazione delle prove.
art. 2697 c.c.
La regola generale sull'onere della prova è derogata dalla disciplina speciale dell'art. 2051 c.c., che pone a carico del custode la prova liberatoria del fortuito.
art. 2051 c.c.
La responsabilità del custode opera come presunzione iuris tantum; il custode si libera solo provando il caso fortuito.
art. 1226 c.c.
Richiamato nel motivo di ricorso, ma la Corte non ne accoglie la censura perché l'apprezzamento del danno e delle presunzioni è riservato al giudice di merito.
art. 2056 c.c.
Richiamato nel motivo di ricorso in tema di liquidazione del danno aquiliano, senza che la Corte ravvisi errori di diritto nella decisione di merito.
art. 2729 c.c.
Le presunzioni semplici sono utilizzabili se gravi, precise e concordanti; il loro apprezzamento è tipicamente di merito ed è sindacabile in cassazione solo nei limiti del vizio motivazionale.
art. 115 c.p.c.
La censura è inammissibile quando, sotto il suo richiamo, mira in realtà a contestare la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato nei casi previsti dalla legge.
art. 281-sexies c.p.c.
Indicato come base della decisione della Corte d'appello, che ha pronunciato sentenza all'esito della discussione orale.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione il ricorso deve rispettare in modo rigoroso il requisito di autosufficienza: quando si fonda su atti o documenti del merito, essi devono essere specificamente trascritti o indicati in modo preciso quanto a contenuto e collocazione processuale; altrimenti il motivo è inammissibile.
- Il vizio di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. consente solo di denunciare l'omesso esame di un fatto storico decisivo e discusso tra le parti, non la diversa lettura delle risultanze probatorie o la richiesta di un nuovo giudizio di merito.
- L'art. 2051 c.c. configura una responsabilità presunta del custode: una volta accertato il nesso tra cosa in custodia e danno, spetta al custode provare il caso fortuito per liberarsi.
- In tema di danno non patrimoniale da perdita del congiunto, il vincolo affettivo può essere provato anche per presunzioni semplici e massime di esperienza, valorizzando le circostanze concrete del rapporto familiare e sociale.
- Il giudice di merito ha il potere esclusivo di selezionare e valutare le prove e di trarre il proprio convincimento dalle risultanze processuali; la cassazione non può essere usata come terzo grado di merito per ottenere una nuova valutazione dei fatti.
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