Cassazione Penale, Sentenza n. 34562/2024 del 12/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale per il riesame che aveva respinto il riesame del decreto del GIP del 15 gennaio 2024 con cui era stato disposto il sequestro preventivo impeditivo di un appartamento comunale occupato senza titolo dal ricorrente. Due motivi principali: (1) vizio processuale e di motivazione per presunta inautonomia del decreto del GIP, che avrebbe semplicemente riprodotto la richiesta del PM senza compiere valutazione critica; (2) carenza del fumus commissi delicti in relazione al reato di occupazione abusiva, atteso che l'occupazione sarebbe avvenuta senza violenza, per successione nel possesso e con tentativi di regolarizzazione.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza di interesse e per difetto di allegazione degli atti necessari a valutare l'asserita inautonomia del decreto del GIP. Ha ritenuto infondato anche il rilievo sostanziale sulla mancanza di fumus, confermando che il Tribunale per il riesame ha fornito motivazione adeguata e che, nella fattispecie, la successione nel possesso non dimostra l'assenza del dolo richiesto. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 a titolo di sanzione ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma richiamata per la corretta articolazione dei motivi di ricorso in cassazione; usata come riferimento formale per la struttura del ricorso
art. 606, comma 1, lett. c ed e, cod. proc. pen.
Individua i motivi di ricorso per cassazione (inosservanza di norme di diritto e vizio di motivazione). La Corte ricorda che il ricorso per ordinanze in materia di sequestro è ammesso per violazione di legge o per vizi motivazionali gravi
art. 125, comma 3 cod. proc. pen.
Richiamato nel contesto delle regole processuali applicabili alla motivazione e all'impugnabilità dei provvedimenti cautelari
art. 324, comma 7 cod. proc. pen.
Norma processuale rilevante per la fase cautelare e per il riesame dei provvedimenti; utilizzata per valutare i limiti del controllo di merito in sede di riesame
art. 309, comma 9 cod. proc. pen.
Richiamato in connessione alle garanzie e ai requisiti del decreto cautelare emesso dal GIP
art. 292 cod. proc. pen.
Interpretato come regola che impone l'onere di allegazione: chi deduce che il decreto del GIP sia non autonomo deve produrre sia il decreto genetico sia la richiesta del pubblico ministero in originale o in copia integrale per permettere la verifica
art. 633 c.p.
Rilevante perché attiene agli illeciti relativi all'appropriazione e all'occupazione: la Corte ha ritenuto che gli elementi indicati nel decreto integrino il fumus per il reato richiamato
art. 639-bis c.p.
Richiamato nella descrizione della fattispecie e della tecnica di redazione del decreto per illustrare gli elementi posti a fondamento del fumus commissi delicti
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per la condanna alle spese e all'ammenda processuale in caso di inammissibilità del ricorso
art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020
Richiamato in relazione alla requisitoria trasmessa dal sostituto Procuratore generale; usato come riferimento procedurale alla partecipazione del PM in Cassazione
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari è ammesso principalmente per violazioni di legge o vizi motivazionali così gravi da rendere incomprensibile l'iter logico: occorre dimostrare concretamente l'illegittimità, non limitarsi ad accuse generiche
- Chi lamenta che il decreto del GIP sia una mera riproduzione della richiesta del PM ha l'onere di produrre sia il decreto genetico sia la richiesta del PM nella loro integrità, per consentire alla Corte di verificare la sussistenza dell'assenza di autonoma valutazione
- Per censurare il fumus commissi delicti in tema di occupazione abusiva, bisogna fornire elementi concreti che rendano evidente, ictu oculi, l'insussistenza del dolo o degli elementi costitutivi del reato; la mera asserzione di successione nel possesso o di tentativi di regolarizzazione non è sufficiente
- Il tribunale e la Corte valorizzano la motivazione che dimostri conoscenza degli atti ed una rielaborazione critica degli elementi: le decisioni basate su una rielaborazione organica e coerente sono difficilmente annullabili in sede di legittimità
- Proceduralmente, per evitare condanne alle spese e sanzioni per inammissibilità, il ricorrente deve rispettare gli oneri di allegazione e dimostrare interesse concreto rispetto ai profili impugnati; presentare documenti chiave già in sede di proposizione del ricorso è essenziale
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