Sentenza del 03/06/2015 n. 11440 - Corte di Cassazione
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Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La contribuente ha impugnato l'assoggettamento a TOSAP dell'area concessa dal Comune in diritto di superficie. Ha sostenuto, da un lato, che l'area non appartenesse al demanio né al patrimonio indisponibile comunale, come richiesto dal D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 38, e, dall'altro, che la costituzione del diritto di superficie escludesse il presupposto dell'occupazione di uno spazio pubblico, poiché l'area era stata sottratta all'uso pubblico fin dall'origine mediante un diritto reale. Ha inoltre contestato la dichiarazione di novità della questione da parte della Commissione tributaria regionale.
La decisione
La Corte ha rigettato il primo motivo, ritenendo adeguata la pronuncia della CTR e irrilevante l'eventuale insufficienza della motivazione giuridica quando il dispositivo sia conforme a diritto. Ha accolto il secondo motivo, stabilendo che la TOSAP non riguarda le aree appartenenti al patrimonio disponibile degli enti locali e che la contestazione della natura pubblica dell'area non costituiva eccezione nuova. Ha accolto anche il terzo motivo, affermando che un terreno concesso dal Comune in diritto di superficie non può essere assoggettato a TOSAP, perché il diritto di superficie impedisce ab origine la configurabilità di un'occupazione di spazio pubblico. La sentenza della CTR è stata cassata senza rinvio sul merito e il ricorso della contribuente è stato accolto. Le spese di tutti i gradi sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, artt. 38 e 39
Il presupposto della TOSAP è l'occupazione di spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province.
La TOSAP richiede l'occupazione, di fatto o in forza di concessione, di un'area pubblica appartenente al demanio o al patrimonio indisponibile. Non sono invece comprese le aree appartenenti al patrimonio disponibile dell'ente.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 57, comma 2
In appello non possono proporsi domande nuove ed eccezioni nuove, salvo quelle rilevabili d'ufficio.
È vietata in appello soltanto l'introduzione di una vera eccezione tecnica fondata su un fatto giuridico modificativo o estintivo della pretesa. Possono invece essere dedotti nuovi argomenti o contestazioni relativi ai fatti costitutivi già posti a fondamento della domanda.
Codice civile, art. 384, comma 4
Quando la decisione impugnata è conforme al diritto, la Corte di cassazione può correggere o integrare la motivazione giuridica senza cassare il dispositivo.
Codice civile, art. 826, comma 3
La disposizione è stata richiamata dalla CTR, ma la Corte di cassazione ha escluso che il richiamo potesse giustificare l'assoggettamento a TOSAP di un'area non appartenente al demanio o al patrimonio indisponibile.
D.L. 26 ottobre 1970, n. 745, art. 16
Richiamato dalla CTR nel rigetto dell'appello, non è stato ritenuto decisivo dalla Corte rispetto alla necessità di verificare l'effettiva natura pubblica dell'area e l'esistenza del presupposto TOSAP.
Regolamento comunale TOSAP del Comune di Taranto, art. 15
La contribuente ne ha denunciato la violazione, sostenendo che il diritto di superficie fosse incompatibile con il concetto di occupazione rilevante ai fini TOSAP. La Corte ha accolto la sostanza di tale argomentazione.
Codice civile, artt. 923 e 938
Sono stati richiamati solo per distinguere l'occupazione rilevante ai fini TOSAP da istituti civilistici di acquisto della proprietà: ai fini tributari rileva l'uso, di fatto o per concessione, di uno spazio pubblico.
Massime di principio
- Per applicare la TOSAP occorre verificare concretamente che l'area occupata appartenga al demanio o al patrimonio indisponibile dell'ente locale; la mera proprietà pubblica non è sufficiente se il bene rientra nel patrimonio disponibile.
- La TOSAP presuppone la sottrazione di uno spazio destinato all'uso pubblico mediante occupazione di fatto o concessione. Se l'area è stata sottratta all'uso pubblico fin dall'origine tramite la costituzione di un diritto di superficie, manca il presupposto impositivo.
- Il titolo giuridico dell'utilizzatore non è sempre irrilevante: nel caso del diritto di superficie, esso può escludere in radice l'esistenza di un'occupazione di spazio pubblico.
- In appello è possibile sviluppare nuove argomentazioni e contestare fatti costitutivi della pretesa già dedotta; è invece preclusa l'introduzione di una nuova eccezione tecnica fondata su fatti modificativi o estintivi.
- Quando il giudice di merito arriva a un dispositivo corretto ma motiva in modo giuridicamente incompleto, la Corte di cassazione può correggere la motivazione invece di annullare la decisione; ciò non impedisce però la cassazione quando l'erronea interpretazione della norma incide sul risultato.
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