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Ordinanza

Ordinanza n. 1193/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601878

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sez. I, di reiezione del ricorso contro un provvedimento interdittivo antimafia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa destinataria di interdittiva)

Prevale il privato

La controversia

La società ha appellato la sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso di primo grado contro l’interdittiva antimafia adottata nei suoi confronti. In sede cautelare ha chiesto la sospensione dell’efficacia della sentenza appellata e del provvedimento interdittivo. Il Consiglio di Stato ha ravvisato, almeno con riferimento al carattere occasionale dei tentativi di agevolazione mafiosa indicati nel provvedimento interdittivo, e tenendo conto dell’orientamento favorevole manifestato dal Giudice della Prevenzione, una non manifesta infondatezza delle censure, riservando ogni ulteriore approfondimento al giudizio di merito. La società ha inoltre dedotto la sussistenza di un pregiudizio grave e attuale, anche in relazione agli effetti della misura preventiva del controllo giudiziario di cui aveva beneficiato in base a una precedente interdittiva.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto la domanda cautelare ai sensi dell’art. 98 c.p.a., ritenendo sussistente il fumus boni iuris quantomeno quanto alla contestata occasionalità dei tentativi di agevolazione, anche alla luce dell’orientamento favorevole del Giudice della Prevenzione. Ha ritenuto altresì integrato il periculum in mora, in particolare per salvaguardare, nelle more della decisione di merito, gli effetti del controllo giudiziario già disposto in relazione alla precedente interdittiva. Per l’effetto, ha sospeso sia gli effetti della sentenza appellata sia quelli del provvedimento interdittivo impugnato in primo grado. Ha fissato l’udienza pubblica di merito al 9 giugno 2026 e ha compensato le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare in appello; sulla base di tale disposizione il Consiglio di Stato ha sospeso gli effetti della sentenza appellata e del provvedimento interdittivo impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della società ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione della sentenza di primo grado e dell’atto amministrativo controverso può essere concessa quando le censure presentino un fumus boni iuris non manifestamente infondato, anche se occorrono ulteriori approfondimenti riservati alla fase di merito.
  • Nella valutazione cautelare della legittimità di un’interdittiva antimafia assume rilievo il carattere occasionale, anziché stabile o sistematico, dei tentativi di agevolazione mafiosa posti a fondamento della misura.
  • L’orientamento favorevole manifestato dal Giudice della Prevenzione costituisce un elemento valutabile, nella fase cautelare amministrativa, ai fini del fumus boni iuris relativo all’interdittiva antimafia.
  • Il periculum in mora può essere ravvisato nell’esigenza di preservare, nelle more del giudizio di merito, gli effetti di una misura preventiva di controllo giudiziario già applicata all’impresa in relazione a una precedente interdittiva.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelareAppello
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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