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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27654/2022 del 15/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Tribunale di Fermo, riconoscendo le circostanze attenuanti generiche e l'attenuante ex art. 62 n. 5 c.p., aveva ritenuto di fatto la prevalenza delle attenuanti sull'aggravante contestata e, nel dispositivo, dichiarato che non doversi procedere per estinzione del reato per remissione di querela, avendo riqualificato il fatto in furto semplice procedibile a querela. Il Procuratore generale ha impugnato per contraddittorietà e violazione di legge, sostenendo che il Tribunale non aveva espresso esclusione dell'aggravante (necessaria per la riqualificazione e per la procedibilità a querela) e che il bilanciamento delle circostanze vale solo quoad poenam e non incide sulla procedibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando una discrasia tra motivazione e dispositivo: il giudice di merito non aveva escluso espressamente l'aggravante ex art. 625 n. 7 c.p. e dunque non poteva ritenersi che il reato fosse stato giuridicamente riqualificato in furto semplice procedibile a querela. La Corte ha ribadito il principio secondo cui il giudizio comparativo delle circostanze incide solo sulla pena (quoad poenam) e non sulla natura circostanziata o meno del reato; pertanto ha annullato la sentenza impugnata e rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Fermo in diversa composizione.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 624 (furto)

    La fattispecie di furto come norma base; la possibile riqualificazione in furto semplice viene valutata in relazione all'eventuale esclusione delle aggravanti contestate.

  • Codice penale, art. 625 n. 7 (aggravanti del furto)

    L'aggravante contestata rimane operante fino a che il giudice non la esclude espressamente; la sua presenza mantiene la configurazione del reato come circostanziato e la procedibilità d'ufficio.

  • Codice penale, art. 62 e art. 62-bis (circostanze attenuanti)

    Le circostanze attenuanti influenzano la determinazione della pena; il loro riconoscimento e anche la loro prevalenza rispetto a un'aggravante operano quoad poenam e non modificano automaticamente la qualificazione giuridica del reato.

  • Codice di procedura penale, art. 531 (non doversi procedere per estinzione del reato)

    Prevede la pronuncia di non doversi procedere quando il reato si sia estinto, ad esempio per remissione di querela; tale pronuncia è possibile solo se il reato è effettivamente procedibile a querela al momento della decisione.

  • Legge 23 dicembre 1999, n. 205, art. 12

    Ha introdotto la querela di parte per la procedibilità del furto semplice; tale regime riguarda il reato nella sua originaria qualificazione o nella qualificazione risultante da una espressa esclusione delle aggravanti, non da un mero bilanciamento quoad poenam.

Massime di principio

  • Il riconoscimento o la prevalenza delle circostanze attenuanti opera soltanto sulla pena (quoad poenam) e non modifica automaticamente la qualificazione giuridica del reato.
  • La trasformazione di un reato circostanziato in reato semplice (con conseguente passaggio da perseguibilità d'ufficio a perseguibilità a querela) richiede l'esclusione espressa delle aggravanti da parte del giudice; non è sufficiente un bilanciamento delle circostanze nel dispositivo volto solo a ridurre la pena.
  • Se il giudice dichiara l'estinzione del reato per remissione di querela, deve essere chiaro e motivato che il reato è procedibile a querela nella qualificazione ritenuta in sentenza; altrimenti la decisione è contraddittoria e annullabile.
  • In caso di contraddizione tra motivazione e dispositivo relativa alla qualificazione del reato o alla procedibilità, la Corte di Cassazione annulla e rinvia per nuovo giudizio, spesso in diversa composizione.
  • A fini pratici, il difensore o la parte pubblica devono richiedere espressamente l'esclusione di aggravanti se si intende ottenere la procedibilità a querela o l'estinzione per remissione; il giudice deve motivare esplicitamente tale esclusione.

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