Sentenza del 30/01/2020 n. 525 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Finanza locale - Ici/Imu - Terreni edificabili destinati ad uso agricolo - Riduzione della base imponibile - Presupposti di applicabilità del beneficio - Esclusione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente chiedeva l'applicazione dell'agevolazione ICI prevista dall'art. 9 del d.lgs. n. 504/92 sui terreni agricoli destinati ad uso agricolo nonostante la natura edificabile del terreno, sostenendo di essere qualificato come coltivatore diretto/imprenditore agricolo. Il nucleo della questione è se la sola qualifica soggettiva del proprietario sia sufficiente a ottenere l'esenzione/riduzione della base imponibile quando il terreno non è da lui direttamente coltivato (ad es. è concesso in affitto a terzi).
La decisione
La Corte ha escluso l'applicabilità dell'agevolazione: il regime di non imposizione di cui all'art. 9 ha natura soggettiva e compete esclusivamente al proprietario che coltivi direttamente il fondo. È richiesta la corrispondenza fra il requisito soggettivo (la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale) e la effettiva conduzione diretta dell'attività agricola sul terreno oggetto d'imposta. Ne consegue che, in caso di mancata conduzione diretta (p.es. terreno concesso in affitto a terzi), il proprietario non può beneficiare del regime agevolato anche se possiede la qualifica soggettiva. La richiesta del ricorrente è stata quindi rigettata (sulla base anche dei precedenti Cass. Civ. n. 9510/08 e n. 12265/10).
Norme richiamate
d.lgs. n. 504/1992, art. 2, lett. b)
art. 2, lett. b) d.lgs. n. 504/92
definisce la nozione di terreno agricolo e le categorie di soggetti; viene utilizzata per identificare il requisito soggettivo (coltivatore diretto/imprenditore agricolo) rilevante ai fini dell'agevolazione
d.lgs. n. 504/1992, art. 9
prevede il regime di non imposizione/agevolazione per i terreni agricoli in favore dei coltivatori diretti e imprenditori agricoli; la sentenza interpreta tale norma come avente natura soggettiva e subordinata alla effettiva conduzione diretta del fondo da parte del proprietario
Massime di principio
- L'agevolazione ICI/IMU prevista per i terreni agricoli ha natura soggettiva: spetta solo al proprietario che possieda la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo e contemporaneamente coltivi direttamente il fondo.
- La sola qualifica soggettiva del proprietario non è sufficiente: è necessario che il proprietario sia anche il conduttore diretto dell'attività agricola sul terreno; il mero possesso formale o il conferimento della qualifica non dà diritto all'agevolazione se manca la conduzione diretta.
- La concessione del terreno in affitto a terzi esclude l'applicazione del regime agevolato al proprietario, anche se questi ha la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo.
- Se il terreno è effettivamente coltivato da un terzo (es. il conduttore/affittuario) che ha i requisiti, l'agevolazione non si trasferisce automaticamente al proprietario: occorre valutare chi è il soggetto passivo dell'imposta e la normativa applicabile; in generale il beneficio è legato alla persona che possiede e coltiva direttamente il fondo.
- In situazioni dubbie, è necessario documentare la conduzione diretta (produzione agricola effettiva, iscrizioni/registrazioni, redditi agricoli coerenti, cessazione di rapporti di affitto) per sostenere l'applicabilità dell'agevolazione.
- Per ottenere un trattamento favorevole in caso di conduzione non diretta, valutare soluzioni contrattuali o amministrative (es. acquisizione della conduzione diretta) tenendo conto delle conseguenze fiscali e dell'assetto di proprietà.
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