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Sentenza

Sentenza n. 199/2026 - Bologna, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 552/2024 emessa dal Tribunale di Modena – Sez. lav., del 13.06.2024.

Giustizia amministrativa202501617

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Modena – Sezione lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per cinque annualità, oltre interessi o rivalutazione

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Modena – Sezione lavoro n. 552/2024, passata in giudicato e notificata al domicilio reale dell'Amministrazione. La pronuncia aveva riconosciuto il diritto della docente a percepire la Carta del docente per cinque annualità, oltre interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, l. n. 724/1994, dalla data di maturazione del diritto all'accredito sino alla concreta attribuzione. Il Ministero, ritualmente evocato, non si è costituito. Dopo la proposizione del ricorso e prima della decisione, il Ministero ha effettuato il pagamento del beneficio per le annualità indicate. La ricorrente ha quindi insistito esclusivamente per la condanna dell'Amministrazione alle spese del giudizio di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che il pagamento intervenuto in corso di giudizio avesse assicurato la piena e puntuale soddisfazione della pretesa sostanziale azionata. Pur dichiarando cessata la materia del contendere, il Collegio ha posto le spese a carico del Ministero secondo la regola della soccombenza, valorizzando il fatto che l'adempimento era intervenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso. Il Ministero è stato condannato a rifondere € 800, oltre spese generali e oneri accessori, nonché a restituire il contributo unificato effettivamente versato, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione di una pronuncia passata in giudicato.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale azionata è integralmente soddisfatta.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    È richiamato dalla sentenza ottemperanda quale base per il riconoscimento di interessi o rivalutazione sulle somme spettanti per la Carta del docente.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il pagamento integrale della prestazione dovuta, intervenuto dopo la proposizione del ricorso, determina la cessazione della materia del contendere quando realizza pienamente la pretesa sostanziale azionata.
  • La cessazione della materia del contendere non impedisce la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale o sostanziale: se l'Amministrazione adempie soltanto dopo l'avvio del giudizio, le spese possono essere poste a suo carico.
  • La notificazione della sentenza passata in giudicato al domicilio reale dell'Amministrazione fa decorrere il termine dilatorio previsto dalla legge per l'esecuzione spontanea, una volta integrati gli ulteriori presupposti richiamati dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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