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Cassazione Penale, Ordinanza n. 39912/2025 del 11/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello, deducendo violazione di legge e vizio motivazionale per la mancata declaratoria di estinzione del reato per intervenuta prescrizione. In sostanza sosteneva che la contravvenzione contestata fosse già prescritta al momento della decisione impugnata, o comunque che la Corte di cassazione dovesse rilevare la causa estintiva sopravvenuta.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto, da un lato, che la contravvenzione non fosse prescritta né alla data della sentenza impugnata né al momento della decisione di legittimità, perché soggetta al regime introdotto dalla c.d. riforma Orlando, con sospensioni del termine di prescrizione applicabili ai reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019; dall'altro, ha affermato che, essendo il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile, non era possibile dichiarare cause di non punibilità ex art. 129 c.p.p. maturate dopo la sentenza impugnata. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 129 c.p.p.

    La declaratoria delle cause di non punibilità non può essere pronunciata in presenza di un ricorso inammissibile per manifesta infondatezza, perché manca un valido rapporto di impugnazione.

  • art. 544 c.p.p.

    È richiamato quale termine per il deposito della motivazione della sentenza di secondo grado, dal cui decorso opera la sospensione del termine prescrizionale nel regime transitorio richiamato dalla Corte.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria, in assenza di cause esimenti quanto alla colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • legge 27 settembre 2021, n. 134

    È indicata come fonte della riforma che ha innovato la disciplina della prescrizione per i reati commessi dopo il 31 dicembre 2019.

Massime di principio

  • Per i reati commessi nel periodo transitorio richiamato dalla c.d. riforma Orlando, il termine di prescrizione subisce sospensioni che operano dalla scadenza del termine per il deposito della motivazione della sentenza di condanna di primo o di secondo grado fino alla pronuncia del dispositivo del grado successivo, entro i limiti temporali previsti dalla legge.
  • Quando il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza, non si instaura un valido rapporto di impugnazione e la Corte non può rilevare d'ufficio cause di non punibilità sopravvenute ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
  • L'eventuale maturazione della prescrizione successivamente alla sentenza impugnata non è dichiarabile in cassazione se il ricorso è inammissibile per ragioni imputabili alla manifesta infondatezza dei motivi.
  • Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso consegue, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPrescrizione del reato
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiPrescrizione del reatoNullità processuale

Testo integrale

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