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Sentenza

Sentenza n. 1744/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale Ordinario di Milano, in funzione di Giudice del Lavoro, n. 487/2025 (n. 8125/2024 rg), passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202504420

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Ricorso per ottemperanza di un giudicato civile, indicato nell'epigrafe come sentenza del Tribunale Ordinario di Milano n. 487/2025, ma nel ricorso depositato come sentenza del Tribunale di Monza n. 940/2024

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

È stato proposto un ricorso apparentemente diretto all'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, n. 487/2025, passata in giudicato e favorevole alla persona indicata nell'epigrafe. Tuttavia, la copia del ricorso depositata ai sensi dell'art. 45 c.p.a. indica quale ricorrente una persona diversa e chiede l'ottemperanza di un'altra sentenza, pronunciata dal Tribunale di Monza, Sezione Lavoro, n. 940/2024. Gli atti non consentono quindi di individuare con certezza né la parte effettivamente ricorrente né il giudicato di cui si chiede l'esecuzione. I difensori non sono comparsi all'udienza camerale per fornire chiarimenti; il collegio ha dato avviso della possibile inammissibilità ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo applicabile l'art. 44, comma 1, lett. b), c.p.a., che sancisce la nullità del ricorso in caso di assoluta incertezza sulle persone o sull'oggetto della domanda. Nel caso concreto l'incertezza riguardava sia l'identità della parte ricorrente sia la sentenza civile oggetto della domanda di ottemperanza, impedendo al giudice di individuare con chiarezza il rapporto processuale e il giudicato da eseguire. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell'andamento della controversia e della natura delle parti coinvolte.

Norme richiamate

  • art. 44, comma 1, lett. b), c.p.a.

    il ricorso è nullo se vi è «incertezza assoluta sulle persone o sull'oggetto della domanda»

    L'assoluta incertezza sull'identità del ricorrente o sull'oggetto della domanda determina la nullità del ricorso e conduce alla relativa inammissibilità.

  • art. 45 c.p.a.

    È richiamato con riguardo al deposito della copia del ricorso; il documento depositato ha evidenziato l'incoerenza tra l'identità del ricorrente e il giudicato indicato nell'epigrafe.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    È richiamato quale fondamento dell'avviso alle parti circa la possibile inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio amministrativo, il ricorso è nullo e deve essere dichiarato inammissibile quando dagli atti risulti un'assoluta incertezza sull'identità della parte ricorrente o sull'oggetto della domanda.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l'identificazione certa del soggetto che agisce e del giudicato di cui si chiede l'esecuzione costituisce un requisito essenziale per l'ammissibilità della domanda.
  • L'incoerenza tra l'epigrafe del ricorso e il contenuto dell'atto depositato, ove non sia superabile attraverso chiarimenti delle parti, integra assoluta incertezza sulle persone o sull'oggetto della domanda ai sensi dell'art. 44, comma 1, lett. b), c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiNullità del provvedimentoOttemperanza e commissario ad acta

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