Sentenza n. 22/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento “dell'atto rifiuto formatosi a seguito della istanza datata 5/12/2022, notificata il 7/12/2022, con cui la ricorrente ha chiesto in esecuzione della sentenza n. 498/1999 del TAR Bari la modifica e/o l’integrazione dell’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso da stagionale a permanente dell'immobile di sua proprietà contraddistinto in Catasto al foglio 2, p.lla 14, sito in Torre Canne alla contrada "Calafetente"; della nota prot. 2016, richiamata e presupposta al precedente provvedimento impugnato e di esso costituente motivazione; e del provvedimento di cambio di destinazione d’uso stagionale prot. 300 del 5.6.2000”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla parte ricorrente circa il venir meno dell’interesse alla decisione. Non è stata esaminata la legittimità degli atti impugnati né sono stati valutati i motivi di ricorso. Poiché il Comune non si è costituito in giudizio, il Collegio ha disposto nulla sulle spese di lite.
Atto impugnato: diniego formatosi sull’istanza di modifica o integrazione dell’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso da stagionale a permanente, con impugnazione anche della nota presupposta e del precedente provvedimento autorizzativo
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato il rifiuto formatosi a seguito dell’istanza del dicembre 2022, presentata in esecuzione della sentenza n. 498/1999 del TAR Bari, con la quale aveva chiesto la modifica e/o integrazione dell’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso da stagionale a permanente relativa a un immobile di sua proprietà. Sono stati inoltre impugnati la nota presupposta richiamata nel provvedimento e il precedente provvedimento di cambio di destinazione d’uso stagionale del 5 giugno 2000. Nel corso dell’udienza pubblica del 17 dicembre 2025, il difensore della ricorrente ha dichiarato il venir meno dell’interesse alla decisione.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, la parte ricorrente dichiara il venir meno dell’interesse alla decisione e non emergono ragioni per una diversa definizione del processo, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame del merito degli atti impugnati.
- La mancata costituzione dell’amministrazione intimata può giustificare la pronuncia di nulla sulle spese di lite.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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