Cassazione Penale, Sentenza n. 8444/2023 del 24/02/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per falsa testimonianza, sostenendo che la Corte di appello aveva fondato la valutazione della falsità esclusivamente su documentazione prodotta dalla compagnia assicuratrice (parte civile) relativa all'ingresso dell'autovettura in Marocco. Lamentava l'insufficienza di tale documentazione e la mancata acquisizione di ulteriori atti doganali e di accertamenti sul conducente che avrebbero potuto dimostrare che il trasferimento del veicolo all'estero era avvenuto con il consenso del proprietario; inoltre contestava l'utilizzabilità della documentazione straniera, acquisita autonomamente dalla parte civile.
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha confermato che i documenti acquisiti autonomamente dalla parte dall'estero possono essere utilizzati in giudizio, richiamando giurisprudenza consolidata, e che la conformità agli originali era stata accertata ai sensi dell'art. 507 c.p.p. Ha ritenuto che la prova fosse adeguata a dimostrare l'ingresso legittimo del veicolo in Marocco e che la mancata acquisizione di ulteriore documentazione addizionale costituiva una censura generica e ipotetica, insufficiente a sovvertire la decisione. Ha inoltre osservato che un elemento menzionato (possesso di entrambe le chiavi) era solo argomentazione adiuvante e non decisivo. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 507 cod. proc. pen.
Utilizzato per accertare la conformità agli originali della documentazione straniera prodotta; ha consentito l'acquisizione probatoria dei documenti ottenuti autonomamente dalla parte
art. 642 cod. pen.
Richiamato in quanto relativo al reato (furto) oggetto del procedimento instaurato nei confronti del fratello; contesto fattuale rilevante ai fini della falsa testimonianza
Giurisprudenza (Sez.2, n. 4152 del 25/10/2019; Sez.2, n. 2471 del 10/10/2014)
Principio secondo cui la sanzione di inutilizzabilità per atti assunti per rogatoria non si applica ai documenti acquisiti autonomamente dalla parte all'estero direttamente dalle amministrazioni competenti; legittima l'acquisizione tramite indagini difensive della parte civile di documenti da autorità doganali estere
Massime di principio
- I documenti reperiti autonomamente da una parte presso amministrazioni straniere possono essere utilizzati in giudizio se la loro conformità agli originali è accertata (ex art. 507 c.p.p.); la regola di inutilizzabilità degli atti di rogatoria non si estende automaticamente a tali documenti.
- La censura sulla mancata acquisizione di ulteriori documenti esteri deve essere specifica e dimostrare in concreto che gli atti aggiuntivi avrebbero potuto modificare l'assetto probatorio; formulazioni generiche o ipotetiche sono insufficienti per rimettere in discussione la decisione.
- La valutazione di possibilità alternative (es. consegna delle chiavi, duplicazione) assume valore indiziario solo se contestualizzata e non è decisiva se il giudice ritiene provata, con altro materiale, l'elemento centrale (qui: l'impossibilità di far entrare in Marocco un veicolo non regolarmente importato).
- In contesti internazionali è importante acquisire e documentare la provenienza e la conformità degli atti esteri; tuttavia, l'onere di provare che documenti mancanti avrebbero cambiato l'esito processuale grava su chi li invoca.
- Le questioni attinenti all'utilizzabilità di documenti esteri vanno valutate caso per caso, tenendo conto della modalità di acquisizione, della loro autenticazione e della rilevanza rispetto ai punti decisivi della contestazione
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