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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 22808/2020 del 20/10/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Comune impugnava la sentenza del Consiglio di Stato che aveva accolto il ricorso della De Ferrari Rolleri contro la deliberazione di Giunta comunale n. 306/2016 di revoca della procedura concorsuale per la copertura di un posto di istruttore direttivo tecnico (D1). In Cassazione il Comune ha dedotto principalmente un difetto di giurisdizione per invasione della sfera del giudice ordinario, sostenendo che la ricorrente era titolare solo di una "aspettativa" all'assunzione (interesse di mero fatto) e pertanto la controversia avrebbe dovuto essere di competenza del giudice ordinario o non giurisdizionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando la legittimità della giurisdizione del giudice amministrativo. Ha ritenuto che la De Ferrari Rolleri avesse dedotto vizi tipici del provvedimento amministrativo (incompetenza, omessa comunicazione di avvio del procedimento, difetto di istruttoria, insufficiente motivazione) che incidono sull'esercizio del potere di autotutela e qualificano la sua posizione come interesse legittimo, tutelabile davanti al giudice amministrativo ai sensi dell'art.113 Cost. La Corte ha inoltre precisato che l'uso nei documenti processuali di espressioni quali "aspettativa" o "diritto all'assunzione" non trasforma la natura della pretesa quando il petitum sostanziale sia l'annullamento per vizi del provvedimento di revoca. Il ricorrente è stato condannato alle spese di giudizio e al versamento dell'ulteriore contributo dovuto ai sensi del d.P.R. n.115/2002.

Norme richiamate

  • Costituzione italiana

    art. 111, comma 8; artt. 24, 103, 111, 113, 117

    La Corte ha fatto leva sull'art.113 Cost. riconoscendo la tutela giurisdizionale dell'interesse legittimo contro atti amministrativi viziati, e ha richiamato i principi costituzionali relativi alla giurisdizione e al diritto alla tutela giurisdizionale.

  • Codice di procedura civile

    art. 362, comma 1; art. 372; art. 378

    Gli articoli sono stati richiamati in relazione ai rimedi impugnatori e ai limiti di ammissibilità in Cassazione (difetto di giurisdizione, divieto di depositare documenti nuovi in Cassazione, memorie illustrative).

  • Codice del processo amministrativo

    art. 110; art. 1; art. 34

    Richiamato per le regole sulla giurisdizione amministrativa e sulle modalità di impugnazione degli atti amministrativi; la Corte ha valutato il petitum sostanziale alla luce delle norme del processo amministrativo.

  • Legge 7 agosto 1990, n. 241

    art. 21; art. 21-quinquies

    La Corte ha qualificato i vizi denunciati (omessa comunicazione di avvio del procedimento, difetto di istruttoria, insufficiente motivazione) come illegittimità dell'atto amministrativo ai sensi della L. n.241/1990, giustificando l'intervento del giudice amministrativo.

  • D.P.R. 30 marzo 2001, n. 165

    Richiamato per il principio che nelle controversie su procedure concorsuali del pubblico impiego privatizzato la tutela contro atti che incidono sull'esercizio del potere amministrativo (interesse legittimo) è devoluta al giudice amministrativo.

  • D.P.R. 3 maggio 2002, n. 115

    Usato per disporre l'obbligo del versamento dell'ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente, pari a quello dovuto per il ricorso.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)

    Richiamata tra le garanzie di tutela giurisdizionale; la Corte ha considerato i principi europei attinenti al diritto a un giusto processo nel quadro della determinazione della giurisdizione.

  • Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea

    Richiamata come riferimento ai diritti di accesso alla giustizia e alla tutela giurisdizionale nell'interpretazione complessiva della giurisdizione.

Massime di principio

  • Quando si impugna un atto di revoca o un atto di autotutela che incide sulla procedura concorsuale, il ricorso mira spesso a sindacare la legittimità formale e procedimentale del provvedimento (incompetenza, carenza istruttoria, mancata motivazione): in questi casi la posizione del concorrente è normalmente qualificabile come interesse legittimo e la giurisdizione competente è quella amministrativa.
  • La qualificazione della pretesa (diritto soggettivo vs interesse legittimo) dipende dalla natura del petitum sostanziale: se si chiede l'annullamento di un provvedimento amministrativo autoritativo, si tratta di interesse legittimo; se invece si pretende direttamente l'esecuzione di un diritto soggettivo già formato (es. nomina effettiva a seguito di graduatoria approvata e atto di nomina omesso senza atto formale), può rilevare la giurisdizione ordinaria.
  • L'uso di termini come "aspettativa" o "diritto all'assunzione" negli atti introduttivi non determina da solo la sottrazione della causa alla giurisdizione amministrativa: conta la sostanza della domanda e la struttura giuridica della posizione dedotta.
  • Se la PA ha espresso una volontà mediante un provvedimento formale (es. delibera, decreto) che annulla o revoca la procedura, il sindacato giudiziario sui vizi di legittimità di quel provvedimento compete al giudice amministrativo.
  • In assenza di un atto espresso (mero comportamento materiale o omissione), può configurarsi la mancanza del "contrarius actus" e, a seconda dei casi, la controversia potrebbe richiedere altra qualificazione (talvolta ordinaria); è quindi essenziale verificare l'esistenza e la forma dell'atto impugnato.
  • Questioni attinenti alla sussistenza dell'interesse ad agire, alla fondatezza dei motivi e alla valutazione del merito restano questioni di merito e non possono essere risolte in sede di verificazione della giurisdizione in Cassazione; inoltre in Cassazione non sono ammissibili documenti o comportamenti successivi volti a modificare le dichiarazioni processuali originarie.

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