Cassazione Civile, Sentenza n. 20868/2020 del 30/09/2020
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti chiedevano il riconoscimento della proprietà privata su porzioni di terreno e opere pertinenti contigue al lago di Caldonazzo che risultavano intavolate a favore della Provincia. Impugnavano la delimitazione del demanio idrico lacuale fissata da delibere provinciali (in particolare del 1976 e 1979) e la conseguente intavolazione a favore della Provincia, contestando l'operato del consulente tecnico d'ufficio (mancata acquisizione di documenti ANAS, omissione di indagini batimetriche con ecoscandaglio, valutazioni sommarie) e lamentando violazioni procedurali e del diritto di difesa (art. 195 c.p.c., art. 6 CEDU). Sollecitavano il riconoscimento che la linea di demanio fosse quella rilevata nel 1976 ("linea blu" Laezza) e non quella recepita nel 1979, oltre all'esclusione della demanialità sulle loro particelle e alla possibilità di sanatoria edilizia.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso con riferimento a Markus Hess e Karin von Elzenbaum Wiesenheim per carenza di prova documentale del titolo di successione e/o rappresentanza; ha rigettato il ricorso per gli altri appellanti, confermando la decisione del Tribunale superiore delle acque pubbliche che aveva ritenuto demaniali le porzioni di terreno in base alla linea di piena ordinaria ricostruita anche tenendo conto di modifiche dovute ad interventi antropici (riporti e sistemazioni legate alla costruzione della strada statale). La Corte ha ritenuto legittima e sufficientemente motivata la consulenza tecnica d'ufficio, ha escluso la nullità per omissione di atti istruttori non decisivi e ha richiamato il principio per cui un vizio processuale è rilevante in cassazione solo se dimostra un effettivo pregiudizio al diritto di difesa. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese e ha applicato le norme sul contributo unificato per le impugnazioni soccombenti.
Norme richiamate
R.D. 11.12.1933 n. 1775 (Testo Unico sulle acque)
richiamato diffusamente, con riferimento ad artt. 140, 167, 200 e 204 e al rito speciale per i giudizi sulle acque
la disciplina del rito e delle competenze speciali del tribunale delle acque è applicabile; le consulenze tecniche d'ufficio previste dal rito sono ammissibili e il sindacato in Cassazione è limitato ai vizi di rilevanza ai sensi dell'art. 360 c.p.c.
R.D. 01.12.1895 n. 726 (norme sul demanio)
richiamati gli artt. 2, 3 e 4
norme storiche sul demanio idrico e sulla determinazione del limite tra proprietà privata e demanio, richiamate in connessione con l'applicazione dell'art. 950 c.c. e con la valutazione delle evidenze storiche e catastali
Legge provinciale 08.07.1976 n. 18 (normativa provinciale sulle acque)
art. 5 e richiamo relativo alla determinazione del limite provinciale e operazioni di ricognizione
le deliberazioni e le operazioni tecniche provinciali di delimitazione del demanio sono rilevanti come presupposti fattuali ma non esauriscono il potere di verifica giudiziale; la delibera del 1979 è stata ritenuta operativamente sostitutiva della ricognizione del 1976
Codice civile
art. 822 e art. 950 citati in ricorso
art. 822 relativo ai confini e art. 950 relativo alla demanialità delle acque sono stati evocati dai ricorrenti per sostenere diritti di proprietà privata; la Corte ha però ritenuto prevalente l'accertamento tecnico sul limite di piena e gli elementi fattuali
Art. 195 c.p.c. e art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo
art. 195, comma 3 c.p.c. invocato dai ricorrenti; art. 6 CEDU invocato per violazione del giusto processo
la Corte ha ritenuto che non sussista violazione del diritto di difesa o del giusto processo: le c.t.u. e le operazioni istruttorie sono state svolte con adeguate garanzie e i ricorrenti non hanno dimostrato un pregiudizio concreto derivante dalle presunte omissioni
R.D. 11.12.1933 n. 1775 richiamando art. 517 cod. proc. civ. 1865 e art. 204 r.d.
richiamata la rettificazione di sentenza per ultra/infra/extrapetizione (art. 517 cod. proc. civ. 1865)
la rettificazione è rimessa a casi di totale omissione; in mancanza delle caratteristiche richieste l'eccezione deve essere proposta come rimedio pieno in cassazione solo se sussistono i presupposti
D.P.R. 30.05.2002 n. 115 (contributo unificato)
art. 13, comma 1-quater, introdotto dall'art. 1, comma 17, L. 24.12.2012 n. 228
la Corte ha dato atto dei presupposti per l'applicazione dell'ulteriore contributo unificato a carico dell'impugnante soccombente
Massime di principio
- In controversie sulla demanialità lacuale il giudice valuta la linea di piena ordinaria con riferimento a dati costanti nel tempo; gli interventi antropici che hanno modificato la riva possono essere considerati per ricostruire l'originaria estensione del bacino e per qualificare come demaniali aree oggi emerse
- Le deliberazioni amministrative di delimitazione (es. delibere provinciali) sono rilevanti ma non formano automaticamente titolo incontestabile: la loro efficacia nel giudizio civile/amministrativo è sottoposta a verifica e confronto con gli accertamenti tecnici e documentali
- La consulenza tecnica d'ufficio è ammessa nel rito speciale sulle acque e il suo esito, se adeguatamente motivato, è difficilmente sindacabile in Cassazione salvo vizi formali o pregiudizio concreto al diritto di difesa
- Il ricorrente in cassazione che agisca in qualità di successore deve espressamente allegare e provare il titolo successorio; la mancata produzione documentale può determinare l'inammissibilità del ricorso
- Nel gravame per vizi processuali (es. omissione istruttoria) occorre indicare e dimostrare il concreto pregiudizio subito: non è sufficiente lamentare il mero vizio formale senza prova dell'incidenza sul risultato di merito
- Prove di carattere storico (mappe antiche, rilievi ANAS, batimetrie) possono essere decisive ma, se mancanti o irrimediabilmente degradate nel tempo, il giudice può ritenere più affidabili i dati catastali e le ricostruzioni tecniche attuali
- L'istanza di espletamento di indagini strumentali (es. ecoscandaglio) va motivata nella sua idoneità e tempestività: l'accoglimento dipende dalla valutazione sulla capacità di quel mezzo di modificare le risultanze tecniche complessive
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